"NON CI SARA' DOMANI" PER GIAMPILIERI E SCALETTA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Tra gli artisti locali, ALESSANDRA LIOTTA dedica il brano “Mai” alle tante persone che han sofferto nella tragedia del 1 ottobre






DI EMANUELA BARTOLONE






Ci han pensato gli “artisti locali”, di fronte alla crescente indifferenza nazionale, a muoversi in favore di chi è rimasto coinvolto nell’alluvione di quel tragico 1 ottobre. Si son riuniti in questi giorni allo scopo di organizzare, nel mese di dicembre, una manifestazione, il cui ricavato andrà alle famiglie delle vittime. Un piccolo gesto di solidarietà che si concretizzerà in un aiuto economico. Tra i giovani artisti che si sono mossi in questa direzione, la cantante messinese Alessandra Liotta ha dedicato il suo brano “Mai” alla vicenda del 1 ottobre. Diplomata al conservatorio in flauto traverso e finalista nel 2006 del premio “Mia Martini”, la 22enne messinese racconta:” volevo regalare qualcosa alla mia città, denunciare quanto sta accadendo” e lo ha fatto attraverso ciò che meglio le riesce: la musica. Perché per noi messinesi “ non ci sarà domani” così Alessandra Liotta conclude il suo brano. Lì dove, solo pochi mesi prima, nell’aprile 2009, in seguito al terremoto che ha devastato la città di L’Aquila, tanti artisti nazionali si son riuniti decidendo di incidere un disco e donare tutto il ricavato per la ricostruzione di un “Domani” abruzzese; per la città di Messina una simil solidarietà non c’è stata, anzi, a questa sono andati a sostituirsi pesanti critiche della stampa italiana, bollando di abusivismo quanto accaduto, come se fosse una piaga esclusiva del Sud Italia. Un addossare colpe quando ancora c’era bisogno di parole di conforto, di sostegno, di solidarietà … Così l’indignato Marcello Bottari, in una lettera aperta a “Gazzetta del Sud” del 15 novembre scrive a proposito dei giornali nazionali: “hanno confezionato il messaggio che Sicilia vuol dire sempre e dovunque abusivismo e scempio del territorio. Tutti sanno che i palazzinari sono attivi in ogni parte del nostro Paese, al nord come al sud, e che palazzine grigie come quelle di cui hanno parlato i giornali nazionali non di rado sono state costruite al sud da ditte settentrionali”. Stanchi di militare nelle seconde file, “noi messinesi dovremmo ribellarci a questi metodi, a questo modo di fare” così commenta la talentuosa Liotta puntando il dito contro la diversità    di trattamento tra le due tragedie. La sua canzone, su youtube, ha raggiunto più di 8000 visualizzazioni. Sotto le sue parole scorrono le istantanee, si accavallano le immagini di una città apparentemente florida con quelle immediate al disastro. E in conclusione, fotogrammi di un “lutto siciliano” ed un interrogativo rimasto sospeso “perché per l’Abruzzo si è mobilitato un mondo intero e per i morti di Messina nessuno?” Intanto nel corso dei suoi concerti a Roma e ad Acireale, Renato Zero ha dedicato la canzone “Ancora qui” alle vittime dell’alluvione di Messina così come Ligabue, a Verona, aveva cantato, tra la commozione, “il giorno di dolore che uno ha”.

 

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