NOVEMBRE MESE DEI MORTI, MUORE ANCHE L’AUTONOMIA?
INTANTO, A LOMBARDO, GLIELE CANTANO E GLIELE SUONANO…
DI CARMELO GAROFALO
Novembre è il mese dei morti e se a Saponara si piangono i quattro morti, vittime della devastante drammatica alluvione, è in tutta la Sicilia che si piange per la morte della FIAT di Termini Imerese, per le frane che sbriciolano il territorio, per i treni che si fermano a Roma e per andare a Milano, Torino, Bolzano, i siciliani saranno costretti a trasbordare due volte, per le aziende commerciali e le sicule industrie che abbassano le saracinesche apportando altre vittime.
È il momento delle lacrime e della rabbia, rabbia per una situazione che dal 2008 è andata a deteriorarsi per una turbolenta gestione della politica che ha governato a fisarmonica una Regione che pur godendo dell’Autonomia e dell’annesso Statuto speciale è nell’impossibilità di fronteggiare le situazioni di emergenza e chiede l’aiuto al Governo di Roma ed dal Governo di Roma deve ricorrere per salvare dalla fame e della disoccupazione gli oltre 2000 dipendenti della FIAT che se n’è andata dalla Sicilia.
Ed allora ci si domanda: ma questa è una Regione autonoma a Statuto speciale o è una struttura che non serve?
Quali responsabilità hanno gli assessorati all’agricoltura, al territorio, al turismo per quanto è avvenuto negli anni 2007-2009 e 2011 nelle località devastate dai nubifragi? Per non avere impedito a Trenitalia di sopprimere i treni a lunga percorrenza, per non avere operato incisivamente per ottenere dalla FIAT la continuità dell’impegno da anni avviato a Termini Imerese?
A che valgono i milioni di euro spesi, con criteri di discutibile discrezione, per sostenere associazioni ed enti sponsorizzati da politici a caccia di voti e per la cosidetta pubblicità istituzionale che non è stata utilizzata per impedire la morte di storici periodici siciliani che della Sicilia sono stati strenui e validi sostenitori senza averne alcun vantaggio?
Novembre è il mese dei morti.
Chissà se Lombardo riuscirà, con i suoi governi annuali, a poter evitare che al prossimo novembre si celebri la morte anche dell’Autonomia seppellendo lo Statuto speciale, e con le somme spese per la complessa macchina politica e burocratica e per l’esercito di consulenti, provvedere alla difesa del territorio, preservare tutti i Comuni a rischio idrogeologico, a incentivare il lavoro, riducendo il tasso di disoccupazione giovanile, a migliorare i trasporti e di collegamenti fra la Regione e la penisola, a ravvivare commercio, artigianato, industrie e potere così, al Natale successivo, poter esultare gioiosamente e cantare l’inno della rinascita “post fata resurgo”!
Evitando che associazioni benemerite, illuse e deluse, ed impantanate per le attese tradite, si ammassino davanti, e per suonarle al Lombardodi turno…