PARTE LA “NAVICELLA DEL LOMBARDO 4” SPERANDO CHE NON SI “ARENI”…
DI CARMELO GAROFALO
Non è andata come credevamo.
Lombardo, la ricetta proposta sei mesi fa dal nostro giornale l’ha usata come “specchietto dell’allodola” per i “bamboccioni” siciliani, coinvolgendo, alla catanese del terzo millennio, personalità di alto profilo morale e professionale che hanno accettato mirando al bene comune, convinti, in assoluta buona fede, di far parte di un governo “tecnico”, immune, quindi, del malefico virus che avvelena la vita politica.
A dar la sveglia è stata proprio Anna Finocchiaro ed a scoprire le carte, anche se, in fondo, s’era già capito.
È il Partito Democratico a muovere le fila.
Infatti la Finocchiaro ha detto a tutta voce che la fiducia del Partito Democratico al Lombardo quater “non è a scatola chiusa”.
Chi vuol intendere intenda.
Per noi il Lombardo quater è sotto tutela del partito Democratico, solennizzando il salto della quaglia del Governatore Lombardo che, eletto a furor di popolo, perché proclamatosi di centro-destra, al quarto governo costituito in due anni, è oggi al servizio dello schieramento di centrosinistra, riportando al governo i politici trombati dall’elettorato e, quindi, precedentemente mimetizzati da tecnici, comunque controfigure di politici sottofondo.
Figure di comando, a parte, ovviamente, Magistrati e Prefetti che intendono operare al di fuori ed al di sopra delle meschinità politiche, e purché li lascino lavorare.
Perché se gli Assessori “esterni doc” dovessero trovarsi di fronte a solidificate barriere burocratiche, come è accaduto negli ultimi anni, v’è da aspettarsi che, prima o dopo, anche il più mite di loro perderà la pazienza ed abbandonerà la “navicella lombardiana” che finirebbe con l’”arenarsi” sull’arida spiaggia del clientelismo, del nepotismo, dell’affarismo.