PER IL DPEF SICILIANO V’È CHI CANTA VITTORIA E V’È CHI RECITA IL “DE PROFUNDIS”

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

 

Per l’Assessore regionale Gaetano Armao, dirottato all’Economia nel quarto Governo Lombardo, abbandonando, quindi, l’Assessorato ai Beni Culturali nel terzo Governo Lombardo, senza dargli il tempo di rispondere ad una nota del nostro Direttore sui problemi dell’editoria siciliana, il 17 novembre 2010 “è un giorno importante per l’economia siciliana, essendo stato approvato il Dpef dalla maggioranza insediatasi a Sala d’Ercole sul trono del più desolante ribaltone politico della storia dell’Autonomia siciliana.

E gli tiene banco il Capo gruppo parlamentare del Movimento lombardiano, Musotto, solennizzando il Dpef come documento “che pone le basi per una programmazione che punta a coniugare risparmio e riforme, un documento sofferto ma che punta al rilancio del sistema Sicilia”.

Contento lui, contenti i siciliani che si lasciano incantare dalle sirene che affiorano dalle acque torbide dei capovolgimenti politici che stravolgono oggi  non soltanto la Sicilia ma l’Italia tutta.

E proprio sul Dpef del Lombardo quater si scatenano i fulmini di quanti rappresentano legalmente la Sicilia, per il voto sovrano del popolo, spodestati dai giovani turchi del terzo millennio.

Per il capo gruppo del PDL on. Innocenzo Leontini “ il Dpef regionale è un documento dannoso e inadeguato. Lo dimostrano le carenze soprattutto per quanto riguarda il rilancio del  settore agricolo per il quale in Sicilia si sono già perduti 55 milioni di  euro. Su questo argomento nel Dpef non vi è alcuna indicazione per risollevare  le sorti di uno dei settori più importanti dell’economia siciliana.
Inoltre il piano di rientro del settore sanitario prevede una serie di  interventi da finanziare genericamente con risorse del Fesr la cui  compatibilità degli obiettivi deve essere ancora valutata dagli organismi  preposti.

Il Governo della Regione non è stato in grado di rispettare tempi e procedure  nel percorso della approvazione dei documenti finanziari. Infatti Il Dpef ,  che si dovrebbe configurare come documento di riferimento della programmazione  regionale, è stato invece approvato da parte della Giunta in un momento  successivo alla approvazione dei documenti contabili, alterando di fatto

l’ordine logico che presiede alla elaborazione dei tre documenti.
Il Dpef si è rivelato quindi disarticolato e svuotato dalla sua funzione di  indirizzo e di strategia per programmare il futuro ed il rilancio economico  della Sicilia.
La nostra Regione ormai è nelle mani di Lombardo che, per assecondare i  propri interessi, sforna documenti finanziari privi di qualsiasi fondamento e  logica e in contrasto con l’art. 2, comma 3 della l.r. n. 10 /1999”.

Per il vulcanico combattente come l’On. Cateno De Luca,
leader di Sicilia Vera e capogruppo all’ARS di Forza del Sud durante un lungo intervento in Aula,  il Dpef è illegale, illegittimo, ipocrita, indecente, “Non ci aspettavamo che una Giunta formata da magistrati, prefetti, blasonati professori universitari ed imprenditori dell’antiracket, sottoponesse al Parlamento Siciliano l’approvazione di un DPEF illegale, illegittimo ed ipocrita che, per pudore,non è stato neanche sottoposto all’attenzione della Corte dei Conti per come sempre si è fatto in Commissione Bilancio, con l’apposita audizione dei giudici contabili che hanno sempre espresso delle preziose valutazioni preventive utilizzate dai parlamentari come spunto di riflessione dialettica. “E’ illegale – prosegue De Luca – perché viola l’art. 2 della Legge Regionale 10/1999 e vari articoli dell’ultima finanziaria regionale, tra i quali il 13 “Relazione annuale sulla consistenza dei residui attivi e passivi” ed il 14 “Misure relative alla trasparenza dei conti pubblici”. “E’ illegittimo perché carente di tutte le politiche strategiche per il rilancio dell’economia e del settore produttivo sorvolando anche sugli urgenti interventi di risanamento strutturale dei conti pubblici regionali. E’ ipocrita in quanto si occupa della riduzione dei costi della politica negli enti locali prevedendo, con un aumento di spesa di oltre duemilioni di euro l’anno, che l’indennità mensile degli assessori tecnici, come Armao, arrivi a circa trentamila euro lordi. Indecente perché contiene dati contrastanti con quelli esposti nella proposta di finanziaria e nel bozzone di bilancio depositati qualche giorno fa in Commissione Bilancio per l’inizio del relativo iter parlamentare. L’anno scorso il PD – conclude De Luca – bocciò per molto meno il DPEF guadagnandosi i posti in Giunta Regionale  per quegli assessori che, dimenticando i valori della sinistra, continuano a comportarsi in modo sinistro e demagogico”.

Pr l’on. Pogliese, Vice Presidente Vicario del Gruppo parlamentare del Popolo della Libertà all’Assemblea regionale siciliana “Gl’indicatori economici, previsti nel Dpef, fotografano una situazione devastante della nostra Regione che è diretta conseguenza, anche, dell’instabilità politica prodotta dall’avvicendarsi di quattro Governi “. “Mai – ha osservato il Parlamentare - erano stati raggiunti questi indici: agricoltura  – 4%; industria – 12,1%; edilizia  - 12,4%; servizi  -0,6%; tasso di disoccupazione, il più basso d’Italia 15,1%.

Il cambio continuo degli Assessori ed il ‘valzer’ dei dirigenti ha determinato la paralisi burocratico – amministrativa della Regione che ha impedito di ben amministrare e, soprattutto di spendere quelle risorse comunitarie che costituiscono l’unica prospettiva per l’economia asfittica siciliana. Basti pensare che, ad oggi, a quasi quattro anni dall’avvio del POR 2007 – 2013, sono stati spesi solo il 7,2 % delle risorse complessive”.

Anche per l’on. Francesco Scoma, con il Dpef approvato “Comuni e Province rischiano il collasso - “È sotto gli occhi di tutti: la Regione non si è munita di strumenti economici adatti, la sua macchina burocratica sembra semplicemente ingessata e, nei due anni del governo Lombardo, ha speso appena il 6% delle risorse europee”. Francesco Scoma, deputato del Pdl all’Ars, si sofferma sulla valutazione, negativa, del documento di programmazione economico finanziaria presentato dal governo, forte anche dei suoi trascorsi in Municipio e, quindi, meglio a conoscenza dei problemi che possono attanagliare gli enti locali dei quali ha pure retto l’assessorato regionale qualche anno fa.


“Il taglio di quattrocento milioni previsto dal dpef ai danni di province e comuni che, per altro, da un esame più attento del documento possono essere forse meglio quantificati in quasi 500milioni, non è nemmeno giustificato da quello che lo Stato opera nei confronti della Regione. Il rapporto è superiore a uno contro tre – riprende Scoma – e in particolare i Comuni si ritroveranno in breve sull’orlo del dissesto economico”.“Per cercar di scansare il crack, i Comuni dovranno evitare nuove assunzioni, tradendo aspettative notevoli specialmente da parte dei precari, e addirittura licenziare. Ma i tagli – conclude – saranno venefici poiché, dopo questa stagione, i Municipi molto difficilmente potranno ritrovare lo slancio indispensabile per amministrare serenamente, non fosse altro per il taglio consequenziale che dovranno fare in due settori essenziali: quello del sociale, dagli interventi abitativi ai trasporti, e quello della cultura e delle iniziative di valenza turistica”.
Per l’on. Fabio Mancuso, come per Scoma del PDL Il Dpef rappresenta un percorso politico stravagante in quanto non rispecchia  alcun programma elettorale e non interviene sui meccanismi che il Governo  nazionale ha messo in atto per il Meridione d'Italia con il Piano del Sud,  falsifica la crescita del Pil, così come segnalato dai tecnici dell'Assemblea ,  mortifica milioni di siciliani che aspettavano un documento che sotto diversi  profili avviasse una speranza.
La carenza di programmi sulle infrastrutture, sulla sicurezza, sulla legalità,  sulla scuola, sulla ricerca, sull'università, sulla formazione e sulla vera  riforma della pubblica amministrazione, fa regredire la Sicilia di almeno 20  anni.
Qualora non si avviasse una inversione di rotta, il Governo nazionale deve  intervenire ai sensi dell'art. 120 della Costituzione, per aiutare una terra  che il governo abusivo di Lombardo sta distruggendo. Per ultimo , è vergognoso  leggere che il Dpef prevede la riduzione dei costi della politica e la  finanziaria di contro prevede la stabilizzazione degli assessori tecnici, cioè  a dire, milioni di euro in più, proprio per la tecnica-politica lombardiana”.

Per l’on. Roberto Corona “Lombardo ha buttato la maschera - e spiega: “Abbiamo scoperto che il Dpef è una finta, ma un bluff velenoso per la Sicilia: lacrime e sangue per i cittadini e per gli enti locali, sprechi autorizzati per triplicare i costi degli assessori tecnici e per rimpinguare la tabella H, quella atta a elargire i contributi a pioggia agli amici. Sprechi – conclude – per assoldare un esercito di 14mila attivisti dell’autonomia lombardiana: costo per le povere casse regionali, oltre 150milioni solo nel 2009!”

Ed infine, per l’on. D’Asero il Dpef manca di analisi e di proposte , “non   c’erano dubbi : già sapevamo che il Dpef approvato stasera in Aula da una  maggioranza innaturale, sarebbe stata un’occasione perduta , poiché non c’è  stato un momento di confronto né dal punto di vista politico, né  amministrativo, né istituzionale.

 Non sono state sentite le voci di chi poteva  dare una reale risposta ai quesiti tecnici, non vi è stato di fatto un  dibattito politico poiché nulla è stato proposto per le nuove linee strategiche  di prospettiva . In questo momento di crisi reale il Governo riesce solo a  firmare una convenzione per il credito d’imposta che vedrà la sua applicazione  solo fra sei mesi. Non è questa la programmazione che ci attendevamo. Era  necessario un momento di riflessione per nuovi impulsi alla luce non solo di una grave crisi economica, ma anche per i fondi europei non spesi e con il  federalismo alle porte. Cosa andremo a dire al comitato di sorveglianza del 25  e 26 novembre? Che un governo ribaltonista non pensa alla crescita e al futuro  della Sicilia, ma revoca i bandi già pubblicati con grave danno per tutti i  settori produttivi?

 

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post