PER UCCIDERE CHINNICI LA STRAGE DEL 1983 A PALERMO MA NON HANNO UCCISO I SUOI INSEGNAMENTI
Ventinove anni orsono la mafia diede un segnale inquietante del nuovo corso avviato dalla criminalità organizzata mirando spietatamente al cuore dello Stato con la strage di via Pipitone Federico in Palermo nella quale trovarono la morte il Magistrato Rocco Chinnici, Consigliere Istruttore, due carabinieri ed il portiere dello stabile.
“ Il primato della legalità, per il quale magistrati come Rocco Chinnici hanno perso la vita, resta patrimonio collettivo e baluardo essenziale per una convivenza civile libera dal ricatto della criminalità organizzata” ha detto autorevolmente e nobilmente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un significativo messaggio inviato alla figlia dottoressa Caterina Chinnici, Magistrato che onora la memoria del Padre con la sua eccelsa professionalità creativamente offerta al servizio della Giustizia e della gente.
Il ricordo di Chinnici, Magistrato di grande valore e coraggio, richiama il lavoro paziente e la lungimirante scelta di una strategia moderna di investigazione per combattere la mafia nelle sue radici più profonde.
Per Schifani Presidente del Senato: “ Rocco Chinnici è stato il precursore di una moderna concezione della lotta alla mafia. Ideatore del pool che creò per evitare l’isolamento dei magistrati, aveva capito che per sconfiggere la mafia era necessaria un’adeguata azione repressiva che desse allo Stato un volto nuovo, forte, capace di ottenere consensi perché senza una nuova coscienza ( come lui diceva) da soli non ce la faremo mai.
Continuare a difendere i principi fondanti della nostra democrazia contro ogni forma di illegalità significa onorare coi fatti chi ha sacrificato la vita”.
Con le stragi di Capaci, di Via D’Amelio e quella di via Pipitone Federico la mafia riteneva di poter abbattere lo Stato ma sull’onda degli insegnamenti magistrali di Giudici apostoli di verità e di giustizia come Chinnici, Falcone e Borsellino è lo Stato ad imporre la legalità ed il rispetto delle istituzioni.