PER UNA "FARNESINA" AMMODERNATA...
DI ALESSANDRA GILARDI
Presentare un ministero degli Esteri 'rinnovato', con un core business all'altezza dei cambiamenti globali, una riforma interna nuova di zecca ed una piu' incisiva vocazione verso la diplomazia economica. Sono questi gli obiettivi della VII Conferenza degli Ambasciatori, a pochi mesi dal varo della riforma del Ministero degli Esteri e nel pieno delle polemiche contro i tagli previsti dalla manovra,cui ha fatto seguito lo sciopero del corpo diplomatico. “E' necessario far capire che ci deve essere interesse per una funzione pubblica, quando questa ha l'ambizione di esprimersi ad un certo livello”, spiega il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo.
E così, il ministero degli esteri intende puntare a presentare un Mae rinnovato. La Farnesina, come tutti i ministeri degli Esteri dei Paesi europei, deve ''correre dietro ad un mondo che cambia velocemente'' ricorda appunto Massolo, a proposto delle sfide date dalla globalizzazione. Di fatti, le nuove esigenze di fornitura di servizi ai cittadini ed alle imprese, la necessita' di nuove sinergie a fronte di un'Europa istituzionalizza dopo Lisbona, con la nascita del servizio diplomatico europeo, richiedono una riforma significativa del Mae. Una riforma mirata ad una piu' incisiva promozione del sistema Paese che vedra' la rete diplomatica avere piu' capacita' gestionale e funzioni manageriali. Per questa ragione, gli ambasciatori dovranno avere un maggiore skill manageriale che avra' un peso anche nel giudizio del ministero sulle loro performance, spiega Frattini.
Insomma, in un presente in cui la diplomazia non ha dato grande prova di sé, risultando troppo spesso assente nelle questioni internazionali, si prova a ripartire puntando su un ministero degli esteri più organico e competitivo.