PRESENTATO A ROMA IL LIBRO “LA SICILIA PRIMA DI TUTTO”

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

ROMA - E’ stato presentato nel pomeriggio a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati il libro “La Sicilia prima di tutto” (ed. Mondadori, Milano, 2011) della giornalista palermitana, Rosanna Restivo, e di leader politico agrigentino, Michele Cimino. Alla presentazione sono intervenuti il giornalista Giuseppe Sottile, i parlamentari nazionali Pippo Fallica e Salvo Fleres, Mario Fantacchiotti, Giuseppe Cipolla e Gianni Chianetta.
Gli autori raccontano insieme due anni di vita politica siciliana, non perdendo di vista il panorama nazionale e internazionale e non dimenticando le vicissitudini della società siciliana alle prese con i problemi e le sfide della quotidianità.
Un lungo viaggio nel biennio 2008-2010 che diventa una puntuale riproposizione dei fatti e dei protagonisti, una rielaborazione delle idee e dei programmi che hanno mosso la Sicilia in quel periodo e che le vicende odierne autorizzano a definire "cruciale".
Il vivido reportage della giornalista e le interpretazioni innovative del politico, intrecciandosi, compongono la trama di una ricostruzione non banale o cronachistica, ma culturale e politica dei tempi e degli avvenimenti.
Questo è il primo pregio del libro. E non è poco se consideriamo che gli scaffali delle librerie sono pieni di volumi che vorrebbero essere di politica, ma che non hanno nulla di politico, nei quali trionfano il copia-incolla di vecchie formule e di vecchie idee, lo sciocchezzaio dei luoghi comuni, con tanti saluti all'analisi e alla ricerca di un pensiero alternativo.
Rosanna Restivo sollecita il lettore al ricordo di date ed eventi, interviste e dichiarazioni, movimenti e mutamenti, analizzando i fatti e cogliendone il significato culturale, ovvero quello che la storiografia definisce "Spirito del tempo". Michele Cimino interpreta politicamente i fatti e coinvolge il lettore nell'avventurosa ricerca di un pensiero critico, ovvero quello che la politologia definisce "Cultura politica delle nuove sintesi".
Sollecitazioni e coinvolgimenti che una scrittura semplice, chiara ed efficace rende leggibili d’un fiato. Il secondo pregio di questo libro è lo stile .Non c'è un vocabolario complicato del politichese e dell'economichese, adottato dalle oligarchie dominanti, ma il linguaggio scorrevole della democrazia, praticato quotidianamente dai cittadini in quella discussione pubblica che spesso i "Palazzi" del potere volutamente ignorano.
Ecco, allora, che il problema dei Fas (i Fondi per le Aree Sottoutilizzate), la questione del federalismo fiscale, la nascita del Pdl-Sicilia e la sua evoluzione verso Forza del Sud, la contrastata vicenda dei governi Lombardo, i rapporti complicati tra il governatore della Sicilia e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, escono dal circolo vizioso riservato ai soliti addetti ai lavori e diventano accessibili a tutti trasformandosi in altrettanti momenti di quella contrapposizione tra Nord e Sud, tra una Sicilia dinamica e una Sicilia statica, destinata a caratterizzare buona parte del ventunesimo secolo.
La controversia sui fondi Fas, che il Sud rivendica ma che il Nord intende gestire, sul federalismo fiscale o solidale, sulla sinistra meridionale, rimasta allineata e coperta all'interno del Pd, mentre l'ala sud della Destra esce coraggiosamente dal Pdl organizzandosi autonomamente sul territorio, sulle scelte di Lombardo sono tutti elementi e fatti ben argomentati da Rosanna Restivo e interpretati da Michele Cimino per spiegare la necessità storica di dare una forza al Sud capace finalmente di riscattarsi. Le accuse di una parte del Pdl lealista (Castiglione e Nania), che denunciava il pericolo che i fondi Fas destinati alla "rinaturalizzazione" sarebbero serviti a pagare gli stipendi dei forestali precari, è emblematica di una mentalità politica siciliana statica e succube: ci si chiede, infatti, chi deve rinaturalizzare la Sicilia se non i forestali siciliani o forse qualche multinazionale del nord?
Questo piccolo fatto diventa la metafora di quella "importazione imposta di una politicizzazione della vita che ha stroncato la crescita" della Sicilia, al quale accenna Antonio Martino nella breve ma intensa prefazione al volume. E’ la logica gattopardesca del cambiare tutto per non cambiare nulla.
Significativamente Michele Cimino e Rosanna Restivo, dando forza e voce alla Sicilia dinamica, auspicano che un giorno "un altro politico e un'altra giornalista, scrivendo un libro insieme, lo concludessero così: da allora in Sicilia tutto cambiò perché nulla rimanesse com'era".
In questa incitazione alla rivolta contro i gattopardi di sempre vi è il valore aggiunto di questo libro le cui pagine parlano, in definitiva, di libertà del popolo siciliano.

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