QUANDO L’OPPOSIZIONE PERDE IL SENSO DELLO STATO, ESPLODE LA BARBARIE DELLA VIOLENZA.
DI CARMELO GAROFALO
Il volto insanguinato, lo sguardo sofferente e tuttavia dolcemente supplichevole nel tentativo di chiedere al folle aggressore “perché l’hai fatto?” ha colpito il mondo intero sempre più attenzionato su una situazione, quella italiana, che si riveste di odio per l’avversario che con i fatti svilisce decenni di vuoto governo di quanti, relegati all’opposizione dal voto degli elettori, giocano al massacro per ritornare a quel potere che non hanno saputo gestire e dal quale hanno tratto faraonici vantaggi a danno del popolo odiosamente considerato plebe al servizio dei potenti. Ed è quando l’opposizione non ha il senso dello Stato che esplode la barbarie della violenza.
Con Di Pietro che invoca la piazza e Casini e Bersani che si propongono di ritornare alla primavera del 1945 con la resurrezione del Comitato di Liberazione Nazionale, allora antifascista, oggi antiberlusconiano, ecco l’esplodere di proteste, che hanno intristito la pur tragica ricorrenza di Piazza Fontana, e di violenze, sia pure prodotte da un folle, strumento diabolico di non tanto occulti mandanti.
È l’Italia di oggi, purtroppo , come annota prestigiosamente Giuseppe Testa, diventata “l’oratorio dell’ostilità, un Paese infantile, superficiale e, fondamentalmente, immaturo, un posto violento, un luogo degli orrori. Dagli stupri ai delitti di famiglia, dalle piazze agli stadi, dai giornali ai sedicenti salotti televisivi. Un Paese che trasuda faziosità, abuso, inaudite cariche di odio”.
Una fotografia degli “errori e degli orrori della politica” dal nostro giornale denunciata proprio il 30 novembre scorso, sottolineando che la gente è ormai stanca di beghe e di veleni e chiede che si governi per il bene della gente e del territorio.
Si torni ad una civica e pacifica convivenza, che deve essere il look di uno Stato moderno e civile, “stroncando ogni impulso e la spirale di violenza” come autorevolmente auspica il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sempre più prestigioso Uomo di Stato super partes, come invoca, sempre più accorato e dolente, il Santo Padre.
“E Gesù Bambino, con la sua venuta, porti riconciliazione e pace”