REGIONE SICILIANA - CINEMA: TRANCHIDA, LEGGE SALVA "NUOVI CINEMA PARADISO" SICILIANI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

PALERMO  - Approvato, nella seduta d'aula dell'Assemblea regionale siciliana, il disegno di legge: "Nuova disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento dell'esercizio cinematografico".

La nuova legge, che accoglie i suggerimenti della commissione di merito dell'assemblea regionale, intende promuovere la riqualificazione e la diffusione delle sale cinematografiche nel territorio della regione, razionalizzandone la distribuzione e promuovendo le nuove aperture nelle aree periferiche e svantaggiate quali le periferie delle grandi citta', le aree montane, i centri storici e i comuni minori.

L'assessore al turismo, sport e spettacolo con proprio atto stabilira' i criteri che i comuni dovranno seguire nella concessione di nuove autorizzazioni per la realizzazione, trasformazione e adattamento di immobili da destinare all'attivita' cinematografica.

La norma si propone di aumentare la vivibilita' e la sicurezza degli esercizi adibiti a sale cinematografiche, favorire la presenza delle sale nei centri storici salvaguardando l'integrita' architettonica originaria degli immobili, garantire l'applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro a tutti gli addetti al servizio cinematografico, favorire uno sviluppo equilibrato delle attivita' assicurando, al contempo, il rispetto della libera concorrenza.

"Nella nostra memoria - ha detto l'assessore Daniele Tranchida - rimane indelebile l'immagine dell'ultima scena di " Nuovo Cinema Paradiso" con la piccola sala cinematografica di un paesino siciliano demolita. Oggi corriamo il rischio che cinema multisala, homevideo e pay tv, cancellino del tutto i piccoli cinema monosala, le arene, e i cinecircoli. Con questa legge, ci prefiggiamo di fermare la crisi e con essa la cancellazione di tanti piccoli "nuovi cinema Paradiso. Al contempo miriamo a fare nascere tante altre sale e a favorire l'utilizzo delle nuove tecnologie".

"Si pone da tempo - ha concluso Tranchida - un problema di pluralismo distributivo, di difesa delle produzioni di qualita' e di garantire pari condizioni di accesso al mercato".

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