RICORDIAMO STELLA ARDIZZONE MOGETTA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Stella--1-.jpgIl 7 maggio scorso è volata serenamente in Cielo Stella Ardizzone, al termine di una impari lotta contro il cancro in una clinica di Aprilia. Era nata a Messina 48 anni fa. Docente di lingua inglese al Liceo classico statale “Chris Cappell” di Anzio, lascia il marito dott. Alberto Mogetta, dirigente d’azienda, che nei lunghi anni della malattia le è stato sempre accanto amorevolmente con tutta la sua famiglia; i genitori Luisa e Domenico, nostro collega in giornalismo, i fratelli Giuseppe e Guglielmo. Da Messina, ancora bambina, si era trasferita con la famiglia a Palermo e quindi, negli anni 70, a Roma.

 

Stella è stata sepolta nel cimitero di Anzio nella “nuda terra” secondo una sua precisa volontà che autorizzava l’espianto dei suoi organi, se idonei al trapianto, chiedendo anche che i suoi funerali venissero svolti ad Anzio nella Chiesa di Santa Teresa e officiati dal parroco della Basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme, don Gino Amicarelli, che conobbe in gioventù quando era vice parroco della Chiesa di Santa Chiara di piazza Giochi Delfici a Roma.  Nella sua lettera testamentaria Stella invitava a non portare fiori ma a fare donazioni all’Associazione Onlus Moby Dick  che “per diversi anni - precisava - mi ha accompagnata gratuitamente lungo un percorso che mi ha permesso di elaborare in profondità il senso della vita, il valore della sofferenza e la consapevolezza di sé, grazie Elena “, scriveva alla fine rivolgendosi alla sua psicologa.

 

Carattere dolce e deciso allo stesso tempo, Stella riusciva, come hanno sottolineato i suoi allievi in una toccante mail durante l’ultima fase della sua malattia, a “tirare fuori il meglio dalle persone”, indicando la rotta e non facendo mai mancare una parola di conforto a familiari, amici, colleghi e studenti nei momenti di difficoltà. Il rimpianto dei tantissimi che l’hanno salutata lo scorso 9 maggio era intenso e palpabile: la serenità con la quale ha affrontato gli ultimi mesi della sua vita terrena e che ha trasmesso a tutti coloro che l’hanno conosciuta ha rappresentato una testimonianza indimenticabile di amore e di fede, tanto grande da lenire, in parte, il dolore di quanti hanno avuto la fortuna di incontrarla, di conoscerla a fondo, di viverle accanto, di essere illuminati dalla sua luce.

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post