RICORDO DI COSSIGA "IL PICCONATORE"
DI CARMELO GAROFALO
Il Santo Padre si è raccolto in preghiera all’annuncio della morte di Francesco Cossiga, Presidente Emerito della Repubblica Italiana, che Benedetto XVI solennizza “illustre Uomo cattolico di Stato, insigne studioso del Diritto e della Spiritualità cristiana, che seppe adoperarsi con generoso impegno per la promozione del bene comune”.
Succedendo, nel 1985, al socialista Sandro Pertini, Cossiga assume la più alta carica dello Stato in momenti drammatici per una democrazia aggredita dalla più barbara pirateria politica del tempo.
E seppe, da grande Statista, essere l’angelo custode delle Istituzioni e, nel tempo, maestro all’antica, con le bacchettate sulle mani sudice degli “allievi” passando alla storia come provvido “picconatore” intelligentemente creativo, e fustigatore, con sottile sferzante ironia, di anomali comportamenti di avversari e di amici, lasciando il segno per la storia di oggi e di domani.
Nelle sue lettere-testamento riecheggia una invocazione che riafferma l’amore che Egli ebbe per la Patria: “che Iddio protegga l’Italia” avendo avvertito già nel 1993 che “l’Italia ha bisogno di un grandioso e radicale cambiamento” ed auspicando una Assemblea Costituente dei cattolici. Per il Santo Padre, Cossiga è ricordato come “autorevole protagonista della vita nazionale italiana ed Uomo di fede”.
Ed il cordoglio è stato unanime, della gente tutta, espressione di tutti gli strati sociali, culturali, economici.
Cossiga vivrà sempre nel ricordo degli italiani che sanno, nel bene e nel male, cogliere i segni distintivi di quanti operano, con discrezione, ma incisivamente, per il bene comune.