RICORDO DI NINO ARENA IL PARACADUTISTA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DR. ANGELO PETRUNGARO

 

 

“Per l’onore d’Italia” è il motto che spinse il giovanissimo Nino Arena (classe 1926) ad arruolarsi nella nascente Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.) nei drammatici giorni dell’autunno 1943, come reazione all’ignominioso armistizio dell’8 settembre.

Un impegno morale volto a riscattare l’Italia dall’umiliazione subita a causa del voltafaccia badogliano, della fuga del re e di tutto il Governo.

Egli frequentò nel 1944 la Scuola Allievi Ufficiali di Varese da cui uscì col grado di sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) e venne assegnato al Rgt. M.D.T. (Milizia Difesa Territoriale) di stanza in Istria, operativo fra Pola e Trieste.

In quel contesto prese parte a numerose operazioni militari contro i soldati del IX Corpus sloveno, ossia i partigiani di Tito.  Nella G.R.N. a Verona conobbe il messinese, milite anche lui della G.N.R., Rosario Petrungaro al quale è stata concessa di recente alla memoria una medaglia d’argento al merito dell’Ordine dell’Aquila Romana.

Si arrese agli Alleati il 1° maggio 1945 e venne rinchiuso nel POW Camp 331/10 di Rimini da dove nel luglio dello stesso anno riuscì a fuggire, recandosi in Calabria presso parenti.

La fine della guerra, per ben 13 mesi, lo vide di nuovo in armi per ottemperare al servizio di leva  dal momento che il servizio prestato nella R.S.I. non gli venne riconosciuto.

Fu paracadutista ed autore di tre volumi che raccontano con meticolosità e copiosa documentazione le Forze Armate della R.S.I. dal 1943 al 1945.

I vecchi soldati non muoiono mai!

 

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