RITORNANO I CONCORSI E LA SPERANZA PER I GIOVANI
DI CARMELO GAROFALO
Il Ministro Profumo riattiva, dopo diciannove anni , i concorsi a cattedra con cadenza biennale.
Prima della guerra i giovani avevano la possibilità di cimentarsi nei concorsi che il Governo del tempo bandiva a cadenza biennale, triennale al massimo, dopo aver monitorato gli organigramma adeguando i posti a concorso al numero dei pensionandi in lista.
V’erano concorsi, uno dopo l’altro, per 400 posti di cancelliere nei tribunali, 700 capostazione, 500 medici negli ospedali e così via.
Non v’erano eserciti di precari come oggi.
Il Ministro Profumo , almeno per la parte che gli compete, decide di tornare all’antico riaprendo le speranze dei giovani ad un posto a vita.
Chi protesta è il filone sindacale , il parapolitico, col pretesto di tutelare i tanti precari di oggi.
Che sono già tutelati dal Ministro che prevede una buona percentuale per l’assorbimento delle graduatorie fino ad esaurimento.
Il Ministro Profumo non va a caccia di voto, come fanno i politici, quindi ha le mani libere.
Le proteste dei sindacati ci ricordano il primo incontro alla Facoltà di Magistero dell’Università di Messina, subito dopo la guerra, fra il professore Michele Catalano, insigne italianista, e docenti e personale amministrativo e subalterno.
Avendo delineato le linee da osservare , richiesta regolare di permessi, visite fiscali, orari di servizio ed altri adempimenti, da un bidello napoletano, Macchiarella, per la verità un dipendente tra i più diligenti ed impegnati dell’Ateneo messinese, allora Ateneo siculo – calabro, gli venne chiesto di parlare “per mozione d’ordine”, gli fu concesso e , quindi, potè protestare per i provvedimenti disposti dal professore Catalano al quale chiedeva spiegazione per il “disordine” che ne sarebbe derivato.
Il ritorno all’ordine, dopo il caos bellico e l’occupazione delle forze militare angloamericane, per il bidello comunista era “disordine”.
Come “disordine” vorrebbero fare apparire i provvedimenti concorsuali del Ministro Profumo.