RIVALUTAZIONE DELL'ARCIVESCOVO PAINO DAL COMITATO CITTADINO DEI 100 MESSINESI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

È stato l’ultimo atto dell’anno centenario del terremoto del 1908 e anche il commiato dall’attività del Comitato cittadino “100 Messinesi per Messina 2mila8”, che ha terminato il suo compito ma è pronto a ricostituirsi per un’altra appassionante avventura, quella di Messina capitale della Cultura. Ci riferiamo alla seduta del consiglio comunale, voluta lo scorso 28 dicembre dal presidente Giuseppe Previti, proprio su sollecitazione del Comitato presieduto dal prof. Piero Chillè. È stata anche l’occasione per “celebrare” l’ennesima occasione mancata per la città, che non ha ritrovato un sufficiente senso di appartenenza e di identità neppure in questa importante occasione. Ma non è stata tutta colpa della città: lo stesso Previti ha sottolineato la mancata visita sullo Stretto del presidente della Repubblica, mentre l’assessore Dario Caroniti ha ricordato come sia mancata la costituzione di quel comitato nazionale, dotato di fondi, che pure era stata avviata.

La seduta del consiglio comunale, che ha avuto momenti di grande commozione anche per la vicinanza temporale della tragedia di Giampilieri, è stata utile per ricordare alcune persone che hanno avuto grande merito nei confronti della Messina terremotata, come per esempio, l’onorevole Giuseppe Micheli e come, soprattutto, l’arcivescovo Angelo Paino, l’uomo della ricostruzione dei luoghi ecclesiastici e non solo. È stato il prof. Angelo Sindoni, storico a docente universitario, a mettere in evidenza come sia necessario avviare un “percorso di riparazione” nei confronti di questo personaggio. «Angelo Paino – ha detto – merita di essere annoverato tra i cittadini illustri e benemeriti di Messina. Per troppo tempo si è operata nei suoi confronti una rimozione a causa del suo “filofascismo”. La miglior difesa venne da un cattolico antifascista quale Giorgio La Pira che ne spiegò il filofascismo ricollegandolo alla concezione gerarchica della Chiesa». E il sindaco di Firenze «definì Paino in più occasioni  defensor ac reconditor urbis e costruttore della “Gerusalemme terrestre”». Sull’argomento è intervenuto anche il decano dei giornalisti Carmelo Garofalo: «Per i falsificatori della storia è facile accusare monsignor Paino, che ha invece servito la sua diocesi, da pastore illuminato, e che si aggregava a Fossani, direttore della “Gazzetta di Messina”, perché da ogni viaggio a Roma tornavano con ingenti risorse per ricostruire la città».

In questo senso il presidente Previti, anch’egli a favore del ricordo di Paino, si è impegnato a istituire un albo d’onore dei messinesi illustri e ha rilanciato l’idea di costituire un Museo della Memoria a Forte Gonzaga. Secondo l’assessore Fortunato Romano un punto di ripartenza per ritrovare l’identità è il piano di protezione civile, mentre il suo collega di giunta Pippo Rao ha rinnovato l’appello a combattere quella che lui chiama la “mentalità della baracca”.

Tutti gli intervenuti (fra gli altri l’on. Vincenzo Garofalo e i consiglieri Sebastiano Tamà, Marcello Greco, Mario Rizzo e Salvatore Ticonosco) hanno riconosciuto i meriti del “Comitato dei 100 Messinesi per Messina 2mila8”. Piero Chillè, il presidente, nel suo intervento ha ringraziato per la costante accoglienza nella casa comunale, ma ha anche aggiunto: «Ci sono cose però che questa città non fa da 99 anni, quando il consiglio comunale dell’epoca chiese di intitolare una piazza ai caduti e di realizzare un monumento per ricordare i soccorritori; da un anno il Comitato aspetta che l’Amministrazione comunale dia una risposta per intitolare largo Risorgimento ai caduti chiamandolo piazza delle Memorie e per realizzare un monumento deponendo le terre della città che hanno prestato soccorso e di quelle che hanno subìto un terremoto. Nessuna risposta neanche sulla richiesta di intitolare ad Angelo Paino qualcosa che possa essere degno del suo impegno». La proposta, portata avanti anche dal presidente Previti, è quella di dedicare all’arcivescovo della ricostruzione lo spazio di terra che guarda lo Stretto dalla spianata di Cristo Re.

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post