di Annalisa Crupi
Dopo oltre 70 anni il teatro di Marcello tornerà ad essere visitato, grazie alla preziosa sinergia tra Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma, il Comune di Roma e l’Associazione Metamorfosi. La riapertura al pubblico di questa notevole opera, inserita in un piano di riqualificazione e valorizzazione delle aree archeologiche, è prevista per il prossimo gennaio 2011.
Il teatro venne iniziato da Giulio Cesare che per realizzarlo espropriò un vasta zona in cui furono demolite le costruzioni circostanti, compreso il tempio della Pietà. L’ampliamento del teatro fu ripreso in seguito da Augusto che proseguì negli espropri dell’area del Circo Flaminio, parte a sud del Campo Marzio, tra il Tevere e il Campidoglio. Probabilmente completato nel 17 secolo a.C., utilizzato in occasione dei ludi secolari fu intitolato intorno al 13 o 11 a.C. a Marcello, nipote dell’imperatore morto a Baia nel 27 a.C.
Oggetto di restauro da Vespasiano, subì nel tempo alcune trasformazioni strutturali, quale la fortezza dalle famiglie Pierleoni e Fabi. Poi tramandato ai Savelli, che fecero costruire nel ‘500 da Baldassarre Peruzzi un palazzo ancora esistente. Circa due secoli dopo, nel diciottesimo secolo, venne acquisito dagli Orsini che ne furono proprietari fino al primo novecento.
Il Comune di Roma a cavallo degli anni ’20 e ’30, acquisì la parte di epoca romana, che venne risanata, con scavi e lavori di restauro, eliminando le molteplici abitazioni e botteghe costruire sulle arcate, mettendo in evidenza la prestigiosa costruzione di salda unità architettonica di 130 m.
Il teatro di Marcello piu’ antico del Colosseo, dopo una lunga chiusura al pubblico di quasi un secolo, dal 1929 appunto, potrà finalmente essere stabilmente visitabile secondo un percorso archeologico volto alla celebrazione della maestosità di questa opera romana. Sarà allestita una esposizione permanente di reperti e testimonianze archeologiche, quali le maschere che anticamente erano poste a decoro delle chiavi di volta delle arcate e adesso conservate nel foyer dell’Argentina e il ritratto di Marcello.