RONCHEY: ARMAO, "UN GRANDE MINISTRO DEI BENI CULTURALI"
PALERMO- "Qualcuno ha scritto che Alberto Ronchey, scomparso qualche giorno fa, e' stato il miglior ministro dei Beni culturali dell'Italia repubblicana. Di certo e' stato un grande ministro. Un uomo che ha immaginato l'arte e, in generale, la cultura anche come grande risorsa economica per lo sviluppo del nostro Paese. Un esempio da seguire, soprattutto in Sicilia".
Lo afferma l'assessore regionale per i beni culturali e l'identita' siciliana, Gaetano Armao, commentando la scomparsa di Alberto Ronchey, giornalista ed ex ministro dei Beni culturali.
"Parlare oggi della legge Ronchey - dice ancora Armao - cioe' della legge che prende il suo nome perche' da Ronchey fortemente voluta, significa ritrovare i primi riferimenti di quella che deve essere la moderna gestione dei beni culturali: una gestione che deve tenere conto delle esperienze maturate all'estero dalla collaborazione tra pubblico e privato".
"Quella normativa - aggiunge l'assessore - alla tutela ha aggiunto i primi strumenti per la valorizzazione dei beni culturali. Una tutela, insomma, chiamata a fare i conti con i costi della gestione dei beni culturali e con le prospettive di incremento della qualita' dell'offerta ai visitatori: dai servizi aggiuntivi al sistema delle prenotazioni, dalle sponsorizzazioni al volontariato, fino ad arrivare alla mobilita' del personale.
Tutte idee che Ronchey portava avanti gia' quasi venti anni fa e che sono oggi di estrema attualita'".
"Ronchey - conclude Armao - e' anche il ministro che prova a imporre una legge contro gli spray che vandalizzano i monumenti.
E che, da grande giornalista, fa del rigore il suo punto di riferimento. Un intellettuale che parla, con il coraggio della verita' delle cose, di questione meridionale con la passione, sempre venata dal rigore, dei meridionalisti classici, da Giustino Fortunato a Manlio Rossi Doria. Un uomo che, come tutte le persone intelligenti, coltivava il dubbio e l'ironia, senza perdere di vista la forza delle idee".