S.O.S. PER LA POLITICA IN SICILIA
DI CARMELO GAROFALO
Sulla vicenda giudiziaria nella quale è coinvolto il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, insieme al fratello Angelo, parlamentare nazionale ed altre cinquanta persone, noi non ce ne siamo occupati durante un anno in cui sono stati in tanti a mescolare il livore personale con il fango buttato a piene mani per turlupinare un’isola che è un dono di Dio in un Mediterraneo che deve tornare ad essere fucina di pace e di sviluppo universale.
Oggi anche il nostro giornale diffonde alcune notizie sull’amara vicenda.
Una dichiarazione dello stesso Lombardo che, finalmente (è una sua esclamazione liberatrice) è messo in condizione di conoscere tutti gli atti dell’inchiesta e potrà, quindi, facilmente rispondere a tutti gli interrogativi, chiarire, attendere con fiducia nelle istituzioni, che si pervenga ad una verità giudiziaria.
Una decisione ,della Giunta regionale che, astenendosi doverosamente da ogni commento, ritiene responsabilmente di dover procedere agli adempimenti per l’approvazione del bilancio onde evitare il “tutti a casa”…
Un mirato intervento del Senatore Giampiero D’Alia, parlamentare messinese dell’UDC, che esorta la politica a continuare a lavorare e andare avanti per garantire l’approvazione del bilancio senza il quale si avrebbero pesanti ripercussioni nel mondo economico siciliano.
Infine un comunicato su un meeting lombardiano sulla necessità di organizzare “un grande partito del Sud” con velleitarie prospettive di condizionare la centralità di Roma, contrapponendosi alla lega Nord.
Nel nome del Sud del quale si fa da tempo abuso, tardivamente, però, sembra stiano a buttarsi in tanti, si che alla fine si avranno tanti partitini varati per soddisfare le bramosie di personaggi ormai scaduti nella credibilità popolare.
Il politico deve convincersi che non è un fantino che scudiscia l’elettorato cavallo, ma è un servitore dello Stato, delle Istituzioni, del cittadino, che eleggendolo chiede d’essere inteso nelle sue esigenze, non essere snobbato con rozza arroganza, trattato come servo sciocco.
L’elettore non può accettare d’essere coccolato durante la campagna elettorale e preso a pedate subito dopo, dimenticato fino alla successiva, quando ci si ripresenta, con abiti nuovi, sempre più ingannevoli.
Riflettano tutti gli inventori di non tanto nuovi carrozzoni politici, facciano ammenda dei loro errori, operino, alfine, con spirito democratico e con Amicizia, altrimenti proprio dal Sud è possibile che esploda la rivolta popolare che nessuno si augura.