S.O.S. : ROMA SALVI LA SICILIA DAL “SACCHEGGIO” PREELETTORALE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti  la Sicilia che lavora, che produce, che soffre, ha consegnato un documento che denuncia essere la classe politica siciliana inadeguata alla crisi ed è motore di troppi sprechi. Una Sicilia “sull’orlo del crac “ e si invoca l’intervento di Roma. È l’appello accorato di imprese e sindacati, diciotto strutture a firmare il documento anche perché si teme “il sacco del bilancio regionale”, come evidenzia Repubblica che riporta i passi più drammatici. Siamo molto allarmati che il clima preelettorale alimenti un ulteriore saccheggio delle risorse pubbliche.

L’imprenditoria è all’osso, su questo terreno ha fallito tutto il Governo Lombardo ma anche l’intera classe dirigente siciliana.

Le preoccupazioni del mondo del lavoro e dell’economia sono quelle di tutta la gente di Sicilia ed è sempre più inquietante la tensione sociale. Una situazione “esplosiva” come allerta la Cna. È possibile che da Roma non arrivi l’atteso intervento per porre fine ad un Governo regionale che non solo ha governato con una maggioranza diversa da quella voluta dagli elettori ma privo di ogni maggioranza, come conferma ancora una volta decisamente il Partito Democratico con la Bindi che, senza se e senza ma , tuona “Basta con Lombardo”.

Ed è l’ora di abbassare le saracinesche a Sala d’Ercole, con un’Assemblea dove si approda da “deputati”, con appena 35 voti, con un terzo di “onorevoli” comunque alle prese con la Giustizia, con deputati che ricevono il sostegno assembleare a snobbare le decisioni della Corte Costituzionale, con un governatore che litiga con un sindaco e ne martirizza la città, che taglia i viveri al glorioso Teatro di Messina il cui presidente è espressione di quella UDC che ha tagliato i ponti con l’iroso Governatore, dove già alcuni deputati depositano dal Notaio le loro dimissioni invitando i colleghi a far lo stesso, per mandare a casa un Governatore che comprende di aver fallito e preannuncia le dimissioni a scoppio ritardato per avere il tempo di pianificare e distribuire ossigeno al suo Movimento, peraltro già ritenuto partito di potere dallo stesso leader fondatore.

È vero che v’è uno Statuto speciale autonomistico che serve a Lombardo per blindarsi il più possibile, ma è altrettanto vero che, come scrive autorevolmente Ciancimino su “ La Sicilia”, dalle speranze di 66 anni or sono, si è arrivati alla delusione di oggi.

Ed i siciliani delusi, che si sentono traditi, sono già del parere che è meglio essere Regione a Statuto ordinario che “godere” di una Autonomia farsa e di uno Statuto “speciale” che è tanto speciale solo per i padroni del Palazzo e dei loro amici e non della gente che lavora, che spera in Napolitano, in Monti, nel Commissario dello Stato Aronica e , quindi nei Ministri dell’Interno Cancellieri e della Giustizia Severino per porre fine a quella che, per amor di Patria definiamo soltanto una dolorosa, per quanto grave, “anomalia” della politica italiana.

 

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