“SCACCO ALLO ZAR”: LENIN A CAPRI TRA BELLA VITA E RIVOLUZIONE.

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI SILVIA GAMBADORO

 

copertinaChe il padre della rivoluzione russa possa aver trascorso, tra il 1908 e il 1910,  due periodi della sua vita a   Capri, è cosa poco nota, e del resto le biografie ufficiali del leader bolscevico    tendono a sorvolare su questi fatti poco confacenti al  fondatore del comunismo russo , trattati come un mero periodo di vacanza. La realtà invece fu ben altra.

 E’ quanto ci svela Gennaro Sangiuliano, giornalista e vicedirettore del TG1nel suo saggio storico Scacco allo Zar(Mondadori, pp. 154 pagine, E 18,50) .

L’autore, sulla base di fonti documentali inedite, come i rapporti che  la  Polizia Italiana inviava a Giolitti, Presidente del Consiglio dell’epoca, e soprattutto i documenti dei Servizi Segreti Inglesi, compie un’analisi dettagliata della bella  vita Caprese di Lenin,    una  parte della storia  godibilissima, ma tra cene  e passeggiate in piazzetta venivano  poste le basi per la Rivoluzione di Ottobre.

Capri   era  già a quel tempo riconosciuta come la «perla del Mediterraneo», proibita ai più e lontana dai problemi del mondo .

Lenin  soggiorna sull’isola su invito del più importante scrittore  dell’epoca, Maxim Gor’kij, che ha riunito intorno a sé un folto gruppo di rivoluzionari russi esuli per la repressione zarista, tra questi  Aleksandr Bogdanov, stimatissimo intellettuale che minaccia la   leadership di Lenin nel partito.   La vita caprese è scandita da partite a scacchi,   ville incantevoli con vista sui Faraglioni  e uscite a pesca con gli isolani. Ma c’è molto di più: Lenin  in realtà  affronta questioni spinose, come la spartizione, tra le varie fazioni, del bottino scaturito dalle rapine organizzate da Stalin, il “meraviglioso Georgiano”, il futuro Stalin epuratore, che tra l’altro  accompagnò Lenin nel secondo soggiorno a Capri del 1910.

A completare il quadro c’è poi la presenza sull’isola dell’aristocrazia militare tedesca portata dai Krupp, la famiglia di industriali dell’acciaio e delle Armi.

Lenin si sarebbe garantito i finanziamenti dello stato Maggiore Prussiano e soprattutto il loro appoggio nel trasferimento segreto in Russia su un treno piombato per far scattare la rivoluzione.  Un fatto curioso ben descritto nel saggio : nel 1923 i bolscevichi decideranno di restituire alla Germania i milioni di marchi ricevuti. Ma dopo la Rivoluzione d’ottobre  e un conflitto mondiale,  a causa dell'inflazione galoppante, la cifra totale risulterà infine inferiore ad un solo dollaro.

Lenin prepara proprio nella Capri dorata, dove lo stile di vita non è dissimile da quello del potere che lui combatteva, le mosse che porteranno alla rovina dello Zar e alle conseguenze drammatiche che ne deriveranno.

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