SCADE OGGI PER I LAVORATORI DELL’EX FERROTEL DI MESSINA LA CASSA INTEGRAZIONE: "SI APRONO PER NOI LE PORTE DELL'INFERNO"

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Il gruppo Ferrovie dello Stato non ha dato seguito agli impegni assunti lo scorso anno quando, dopo l’ottenimento di un anno di cassa integrazione, aveva assicurato alle unità lavorative in forza nel predetto stabile (solo n.21 lavoratori), il mantenimento occupazionale e salariale mediante una ricollocazione lavorativa negli organici di altre lavorazioni in appalto.

I lavoratori, in assemblea permanente presso il binario 1 della stazione centrale di Messina, si sono nuovamente rivolti alle rappresentanze politiche nella speranza di una positiva soluzione.

 

Drammaticamente, dopo un anno dalla chiusura definitiva del nostro posto di lavoro (il Centro di Formazione e Ferrotel di Messina) ci troviamo ancora qui a scrivervi queste righe, per denunciare lo scadere di  un anno di cassa integrazione,  ottenuta a Roma nella riunione tenutasi il 15 marzo 2011 con il ministro dei trasporti, nella quale il sig. sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca,  unitamente alle sigle sindacali, aveva portato il nostro dramma ottenendo un anno di cassa integrazione  che doveva servire al ministero ed alle ferrovie a trovarci una ricollocazione lavorativa.

 

Oggi, a 20 giorni circa dallo scadere della cassa integrazione,  nessun risultato concreto è stato purtroppo rilevato, segno evidente che il colosso F.S. ha un potere superiore.

 

 I Dirigenti FERSERVIZI regionali, a cui ripetutamente ci siamo rivolti per una soluzione del problema (anche attraverso le nostre OO.SS. di settore), nonostante le rassicurazioni verbali non hanno dato seguito agli impegni assunti, non trovando alcuna soluzione che potesse “sbloccare” una situazione che tanto disagio sta creando a noi ed alle nostre famiglie.

 

Non solo non hanno mantenuto gli impegni presi nei nostri confronti a Roma, ma continuano ad ignorarci ed a ignorare il tutto, anzi ci hanno chiuso in maniera definitiva “la porta in faccia” negandoci l’immissione in servizio in altri impianti di lavorazione, dichiarando l’impossibilità di farlo a fronte dell’inesistenza degli stessi, ne è che per noi 21 lavoratori dei servizi in appalto ferroviari si stanno aprendo le porte dell’inferno, definitivamente.

 

Ci siamo rivolti ancora una volta alle rappresentanze politiche provinciali e regionali, pregandoli vivamente di voler spiegare il loro autorevole intervento al fine di far disporre tutti gli adempimenti di loro competenza, nella qualità di rappresentanti istituzionali, necessari alla soluzione della difficile situazione esposta.

 

In tal senso rimaniamo in fiduciosa attesa.

 

Nel frattempo noi 21 lavoratori esasperati, rimaniamo in assemblea per protesta presso il binario 1 della stazione Centrale di Messina, proprio accanto al presidio degli ex cuccettisti delle vetture letto, in attesa, anche noi, di risposte concrete, non escludendo altre forme di protesta più eclatanti..

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