"SE RIDETE DEL MIO MONDO, VOLTATEVI" DI ROBERTA BORGIA SARA' PRESENTATO AL CIRCOLO PICKWICK

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

Venerdì 30 aprile, alle ore 21, presso il Circolo Pickwick di Messina, sarà presentato il libro di poesie “Se ridete del mio mondo, voltatevi” (Aletti, 2009) della giovane autrice messinese Roberta Borgia. Introdurrà la prof.ssa Giuseppa D’Alatri, alla presenza dell’autrice. Loredana Pecorella interpreterà le poesie accompagnata al pianoforte da Francesco Paolo Borgia. Il libro è un diario di sopravvivenza, una raccolta di poesie che denuncia le contraddizioni della società e dell’autrice stessa, ora in fuga, ora accompagnata dall’anima nichilista che caratterizza l’attuale periodo storico. La poetessa, che si definisce “figlia di fantocci teatranti”, è vincitrice del concorso di poesia “Antonino Sciabbà” e la sua poesia “Ricordo” è stata segnalata al settimo Premio Nazionale “Dino Bavona”. Con “Se ridete del mio mondo, voltatevi” è al suo esordio editoriale.

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Esserci e il nulla (2014)<br /> <br /> La Notte ha negli occhi di gatto<br /> Viali azzurri, arcate di stelle<br /> Tra i capelli di seta, ranuncoli<br /> D’argento lungo le lisce braccia<br /> Che trattengono un dolce sospiro.<br /> La quiete è come una musica<br /> Sacra che si apprende in grembo<br /> A città madre, varcarne le porte<br /> È fare di un denso colore un’arte.<br /> In questa corte immersa nel silenzio,<br /> Così cinta da palazzi di cui indovino<br /> I trascorsi nel mattone e nella pietra,<br /> Sosto. E mi chiedo che cosa ci sia<br /> Di veramente duraturo, cosa di noi<br /> Resterà oltre alla consapevolezza<br /> D’esser vissuti in mondo caotico,<br /> Di dissonanze. Non di noi, povera<br /> Semenza, si leggerà in libri di storia,<br /> Dacché si inventò la bella scrittura;<br /> Con amore la storia tradisce uomini,<br /> Cancella memoria; essere di buona<br /> Volontà conta poco ai grandi numeri<br /> Che si crogiolano su allori legiferando.<br /> Non mi interessa questo o quel dio<br /> Che nella religione ha dato una causa<br /> Anche per la sofferenza materiale,<br /> Non credo ad alcun paradiso perduto,<br /> Perduto semmai per decaduta nobiltà<br /> Di antichi privilegi. Siamo umani:<br /> Da sempre la morte è nel nostro sangue.<br /> Solo un grande nulla fascia l’universo;<br /> Tra varie pulsioni e altri accadimenti<br /> L’essere tanto importante conta poco.<br /> Per carità! Chi non è un po’ altruista,<br /> Ma dei sentimenti che non si hanno<br /> Non si possono avere e stop. Ventate<br /> Di violenza portano seco cattiveria<br /> E putredine. E allora? Tappiamocelo<br /> A cotanta sudorazione; tornati ai pochi<br /> Cari affetti, con quel senso di nausea<br /> Che penetra ogni osso, cerchiamo<br /> Di dormirci su, con un occhio chiuso<br /> E uno aperto. La cara libertà, solo<br /> Questo bene ci sia concesso dalla vita.<br /> Al diavolo tutte le filosofie di stupro<br /> E di strage, e chi è pronto a sacrificare<br /> I suoi figli in nome di una politica<br /> Schizofrenica. Armiamoci di pazienza,<br /> Sperando nei pochi giusti che verranno.
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