SEMINARIO EUROPEO: RIFLESSIONE SULL’APPRENDISTATO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Antonino Blandini

Venerdì 7 settembre, si è concluso a Catania il seminario europeo organizzato dal Centro italiano opere femminili salesiane formazione professionale e dedicato all’apprendistato, con l’intervento in video-conferenza del ministro del lavoro, Elsa Fornero, e del sottosegretario all’istruzione, Elena Ugolini, e una tavola rotonda sulla riforma del mercato e il sistema di istruzione e formazione professionale.

 

“Mi hanno colpito il carattere pragmatico e la volontà di lavorare del Ciofs-Fp e che credo che lavorare insieme per i giovani sia il modo giusto per collaborare” ha detto il ministro “L’aspetto europeo è importante. Vi ringrazio anche per il lavoro che fate e per la vostra dedizione e il grande impegno”. “Questa riforma del lavoro, che è illusorio aspettarsi possa rappresentare la perfezione perché la perfezione nelle riforme vaste e complesse come questa non può esistere, contiene molti elementi positivi” ha detto il ministro precisando che la riforma fatta “mira ad avere inclusione nel mercato del lavoro e questo vuol dire allargare le possibilità occupazionali di tutti coloro che oggi sono ai margini o addirittura esclusi: sappiamo che i più penalizzati sono i giovani, le donne, ma anche gli anziani”. Fornero ha aggiunto che la riforma “mira anche al dinamismo del mercato, che è un elemento centrale per fare in modo che la transizione, per esempio dalla scuola al lavoro, sia breve e questo è uno dei problemi che noi oggi dobbiamo affrontare perché queste transizioni sono molto lunghe. Non si può mettere al centro il singolo posto di lavoro, pur sapendo che per ognuno è doloroso: bisogna puntare invece all’occupabilità, quindi a un altro lavoro”. Il ministro ha concluso affermando che la collaborazione con le regioni è piena e importante: “Venendo allo specifico dell’apprendistato, il problema non è solo italiano, ma europeo; in Italia c’è una specifica realtà: la disoccupazione giovanile qui è circa tre volte quella media. Dobbiamo cercare soluzioni anche guardando ai modelli di altri paesi europei dove l’apprendistato funziona meglio”.

 

Il sottosegretario Ugolini ha affermato che il “convegno può segnare uno spartiacque nel passaggio dal ‘dire al fare’. L’apprendistato in diritto-dovere, che può consentire ai ragazzi di raggiungere una qualifica o un diploma professionale, in Italia ancora non è decollato. Esiste il quadro normativo, ma sono poche le realtà in cui si è cominciato a praticare. Affinché diventi una strada concreta e di qualità, affinché i giovani possano imparare un mestiere e, al contempo, crescere dal punto di vista umano e culturale occorre una sinergia profonda tra il mondo dell’impresa e quello della formazione. La nascita dei poli tecnico-professionali previsti dall’articolo 52 del decreto Semplificazione e Sviluppo potrà sicuramente favorire il decollo dell’apprendistato in diritto-dovere. I nostri giovani hanno bisogno di strade diverse per mettere a frutto i propri talenti e della collaborazione di famiglie, scuola, centri di formazione professionale, realtà produttive”. Giorgio Santini, segretario generale aggiunto Cisl, ha precisato che “per dare sostanza alla riforma dell’apprendistato è necessario che governo, regioni e imprese si attivino e facciano la loro parte: ora occorre infatti mobilitare risorse adeguate”. Laura Valente, presidente Ciofs-Fp, ha così commentato i risultati dei lavori: “Siamo soddisfatti: ci siamo impegnati in una riflessione che ha superato gli stessi confini della nostra organizzazione e ha animato il dibattito sul tema dell’apprendistato in relazione alla nuova normativa. Ha suscitato tra i partecipanti la volontà di una sinergia collaborativa. Apprezzo molto l’apertura istituzionale, parlo soprattutto del ministero del lavoro e dell’istruzione, ad una accoglienza e collaborazione con la nostra realtà formativa”.

                                                                                                                                  

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