SENZA I “PROFESSORI”, LA BANCAROTTA…
DI CARMELO GAROFALO
La distruzione del reddito degli italiani sarebbe stata inevitabile senza intervenire con la decisione e la fermezza indispensabili per attuare questa manovra.
Che in fondo è quanto era stato “dettato” dall’Europa e che qualsiasi Governo avrebbe dovuto e potuto fare.
Ma che non sarebbe stato possibile per la litigiosità fra politici e partiti e per l’implacabile antiberlusconismo.
Non sarebbe stato necessario , infatti, se non vi fossero state tante turbolenze e tanta conflittualità che, tra l’altro avevano determinato il calo di credibilità dell’Italia in Europa.
Monti, da “maestro” rimprovera, infatti, ai politici che lo criticano, d’essere i responsabili di questo “anomalo” Governo al quale ha dovuto ricorrere Napolitano, con tempestiva saggezza, proprio per evitare la distruzione del reddito degli italiani.
Per evitare, quindi, la bancarotta della politica italiana.
Gli italiani, quindi, ringraziano Napolitano e i “professori” chiamati al capezzale dell’Italia agonizzante.
E per salvare anche i “bancarottieri” responsabili, e che, invece, di sparire dalla vita politica italiana ne impedivano il risanamento avviato dal legittimo Governo in carica, sbranandosi reciprocamente nell’assalto a Berlusconi.
Se fossero stati amministratori di un’azienda privata, e non della grande “azienda Italia” non sarebbero stati arrestati e condannati per bancarotta fraudolenta? Anche per essere “eredi” dei bancarottieri direttamente responsabili, cioè quanti hanno amministrato, l’Italia negli ultimi quarant’anni?
Ad allora grazie a Napolitano, a Monti, ai “professori” ed allo stesso Berlusconi, che, con le sue dimissioni “spontanee” e non dovute, ha consentito il “miracolo” politico di Napolitano.