STUDENTI, ATTENTI ALLE SIRENE…
DI CARMELO GAROFALO
E venne l’ora della rivolta, l’ora della gioventù che par svegliarsi dal lungo torpore ed irrompe nelle piazze, con la passione e l’entusiasmo proprio dei giovani.
Anche noi – non si sorprendano – prima della guerra animavamo le piazze, ma in ordinata protesta ed a Messina, vi è pur ancora qualcuno a ricordarsene, chi scrive, insieme a Oreste Toscano, guidavamo non lo “sciopero” ma la “dimostrazione” e non temevamo di denunciare, e riuscivamo ad ottenere, perché, alla fine, il “largo ai giovani”, in quel tempo, non era un vuoto slogan.
Anche allora vi fu qualcuno che sospettò che le “dimostrazioni” avessero il fine malizioso di marinare la scuola, e noi demmo subito la giusta risposta: al mattino tutti a scuola, al pomeriggio (allora non v’erano doppi e tripli turni…) tutti in piazza a “dimostrare”, senza sfasciare vetrine e senza lancio di petardi e di fumogeni, ordinatamente assemblati nella storica Piazza Cairoli, tutti ad ascoltare, dal balcone dell’Albergo Peloro dei Traina, chi scrive, umilmente dedicato alla sua attività di “manovale” del giornalismo, ed Oreste Toscano, figliuolo del deputato socialista Giuseppe, che in guerra, ufficiale dei bersaglieri eroico combattente, venne insignito della Medaglia d’oro al valor militare.
È quanto vorremmo che ripetessero i giovani di oggi, respingendo le “sirene” interessate di pseudo educatori e di politicastri, tornando a studiare di mattina, radunandosi di pomeriggio a “dimostrare” le loro ragioni, il loro diritto allo studio, alla ricerca, al lavoro