TENSIONE PER LE STRADE DI MOSCA PER L'INSEDIAMENTO DI PUTIN

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI LIVIA SATULLO

 

 

Mosca è tornata nelle strade, domenica, alla vigilia della nomina ufficiale di Vladimir Putin a nuovo (o vecchio, che dir si voglia), Presidente della Federazione Russa.

Mosca è tornata per le strade, le stesse strade in cui a febbraio migliaia di russi hanno sfilato con speranza e fiducia. Oggi è rimasta solo la rabbia. Si respirava un’aria diversa domenica a Bolotnaya Ploshad, i giardini sul fiume, proprio accanto al Consolato italiano, dove l’opposizione si è riunita. L’opposizione non governativa, come sempre: non Prokorov, non Mironov, non Zyuganov, tanto meno Zhirinovsky. Gli oratori anche questa volta, sono stati Navalny, Udaltsov, Chiricova, questi personaggi giovani che attraverso internet stanno creando un movimento popolare nuovo.

La polizia russa sa intimidire: attacchi mirati, nei momenti più tesi, cordoni fittizi che impediscono l’uscita ai manifestanti per poi riaprirsi magicamente quando tutti sono pronti a scappare per la paura. Si è respirata tensione per le strade di Mosca, domenica. L’attenzione dell’opinione pubblica internazionale vistosamente calata, Putin non ha più paura di fare alzare i manganelli a i suoi poliziotti. I manifestanti, riunitisi alle 3, hanno sfilato sino alla Piazza Bolotnaya. Là i leader del movimento hanno preso la parola. Alle 6 la violenza è cresciuta: attacchi da parte della polizia hanno portato molti manifestanti a disperdersi già a partire dalle 6.30, mentre Navalny ed Udaltsov sono stati arrestati, trattenuti in prigione la notte, col rischio di passare 15 notti in cella.

Non c’è più la serenità delle manifestazioni di febbraio e marzo, dove la polizia, seppur numerosissima come sempre, sembrava quasi restia ad alzare i manganelli. Si respirava un clima diverso, domenica, in piazza: poca speranza, molto rancore, meno allegria. Pochi cartelloni, pochi slogan, solo un grido, “vergogna”, ad ogni attacco della polizia ed un’accusa: “fascisti”. Erano tanti comunque a manifestare: molti più dei 5.000 autorizzati dal Comune, almeno 30.000 secondo le stime dell’ANSA, ma anche più. Alcuni col viso coperto, hanno lanciato oggetti contro la polizia, alimentando ancora di più la violenza.

C’era il sole domenica a Mosca, una giornata estiva. Poco lontano, al ParK Pabiedi (“Parco della Patria”) una manifestazione pro Putin radunava molte meno persone. Concerti, intrattenimento, bancarelle: i putiniani hanno sostenuto di averla organizzata da un mese, ma più probabilmente voleva solo essere una contro protesta al grande movimento dell’opposizione. Mentre 450 persone venivano arrestate e battute e 30 poliziotti rimanevano feriti, la Russia Unita, la Russia di Putin festeggiava al parco. “Perché c’è questo concerto? Non lo so”, hanno risposto in tanti trovatisi all’evento pro Putin.

“Panem et circenses”. Intanto la città è bloccata, il Cremlino e tutto il centro chiusi: tutto pronto per il giorno della Patria, il 9 maggio, ma soprattutto per inaugurare questi nuovi sette anni di presidenza Putin.

 

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