TGWEB: LA MISSION “GRAVOSA E AFFASCINANTE” DEL NUOVO SEGRETARIO GENERALE
PALERMO - “Sicuramente l’impegno è gravoso ma altrettanto affascinante: bisogna riorganizzare la macchina e mettere in condizione i cittadini di non accorgersi di una così massiccia modifica delle strutture della Regione. Faremo ogni sforzo per andare a regime in pochissimo tempo, molto prima dei quattro mesi, più eventualmente altri due, previsti dal regolamento attuativo della legge 19”.
Così il nuovo Segretario generale della Regione siciliana, Enzo Emanuele, illustra al Tgweb (www.regione.sicilia.it/tgweb) il percorso che porterà l’amministrazione regionale a cambiare profondamente il proprio volto, dopo la riforma che ha ridisegnato la mappa delle competenze dei dodici assessorati, riducendo il numero di dipartimenti e strutture intermedie.
Emanuele, ragioniere generale dal febbraio del 2004, sottolinea che “quello della Regione è un bilancio in sofferenza per un deficit strutturale che non consente alle entrate di coprire le spese. Queste ultime sono in massima parte di natura sociale, come quelle destinate a precariato e formazione. Se sprechi ci sono, si annidano dunque in questi settori nevralgici: la svolta, a questo punto, deve essere quella di pensare, così come si è fatto con la sanità, a piani di rientro per ogni settore dell’amministrazione, puntando sulle riforme e sulla qualità dei servizi offerti “.
Ma come la nuova burocrazia regionale saprà essere davvero più vicina alla gente, comprenderne le esigenze ed offrire soluzioni veloci ed efficaci?
“E’ una vecchia problematica - dice Emanuele - già affrontata dalla legge 10 del 2000 che contiene una grande intuizione del legislatore che si rese conto che per essere vicini ai cittadini bisogna esserlo soprattutto territorialmente. Da qui l’idea di trasferire una serie di competenze a Comuni e Province. Probabilmente è questa la strada da seguire: la Regione dovrebbe mantenere solamente competenze di carattere generale, di programmazione e di coordinamento. In tal modo gli enti locali gestirebbero ciò che riguarda più direttamente il territorio e i cittadini. E cittadini e burocrazia potranno cominciare a parlarsi di più, proprio perché si troveranno sullo stesso territorio”.