TRA I MISTERI DELLA DEMOCRAZIA ANCHE IL “DEFAULT” DELLA SICILIA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

Che cosa accada in Sicilia non lo si sa. Vi è chi lancia un drammatico SOS per un devastante bilancio in rosso che, a settembre, potrebbe non consentire il pagamento di stipendi e pensioni e c’è, di contro, chi querela i giornali che ne danno notizia chiedendo un “simbolico” risarcimento di appena 2 miliardi.

C’è, ancora, un Presidente della Repubblica e un Presidente del Consiglio dei Ministri che si consultano precipitosamente.

Eppure son tutti personaggi di primo piano della politica nazionale e regionale. Il cittadino, frastornato, si chiede come stiano esattamente le cose. Nessuno che sappia, con decisione, fare il punto della situazione e dire ai siciliani come stiano veramente le cose.

Ma è così difficile, in questa democrazia repubblicana, dire la verità? È il millennio dei misteri, dal tesoro di Dongo alle trattative fra Stato e mafia, ai conti dello Stato delle Regioni, delle amministrazioni pubbliche.

A Sala d’Ercole è accaduto qualcosa di terribilmente negativo: la bocciatura di una norma che avrebbe impedito di assegnare incarichi pubblici e consulenze a soggetti rinviati a giudizio per reati di mafia e corruzione.

Vi è, in proposito, una nota di Giambrone dell’IDV che addirittura parla di “voto contrario dell’ARS  alla norma che impediva di affidare incarichi a rinviati e condannati per mafia e corruzione, un atto vergognoso accompagnato da incredibili dichiarazioni, atto scandaloso soprattutto nel ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio per cui chi ha appoggiato e ancora appoggia il Governo Lombardo dovrà rispondere anche di questo ai cittadini”. Naturalmente ci sono, come sempre accade per questo, dichiarazioni contrastanti.

In campo nazionale continua il circo equestre delle contrapposizioni tra i partiti e i rispettivi leaders.

Berlusconi è il diavolo contro il quale son disposti a unirsi tutti in una “santa battaglia” e nessuno riesce a capire che è questa rissosità da cortile che ci ha fatto perdere la credibilità e che se si dovesse arrivare ad un Governo politico, senza un progetto comune mirato al bene di tutti, sarebbe la fine.

Ecco perché per salvare l’Italia è necessario, sia pure con la partecipazione diretta dei partiti, un Governo presieduto da Monti, anche oltre il 2013, che sia  Governo di unità nazionale.

Ed anche in Sicilia, per salvare la Sicilia, un Governo alla Monti perché non si finisca nel mare della vergogna.

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