TRE UNIVERSITARI MESSINESI ALLA FINALISSIMA SIOI
DI LIVIA SATULLO
Il 29 novembre si svolge la finalissima del Premio Sperduti 2010. Il Premio, nato nel 2002, è promosso dalla SIOI, Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, nello specifico dal Comitato per i Diritti Umani. Il concorso, con in palio 1000 € per l’università vincitrice e 500 per la seconda classificata, è aperto a tutte le università italiane in cui si insegnano discipline giuridiche. I componenti della squadra vincitrice saranno segnalati per un periodo di tirocinio presso la Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. Il concorso consiste in una gara di simulazione processuale su un caso pratico relativo all’applicazione della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali e relativi Protocolli. Il tema di quest’anno consiste nel “Respingimento in mare e accompagnamento in paese straniero”: un tema quanto mai attuale e notevolmente vicino alla nostra realtà. Ogni squadra, composta da tre studenti, ammessa al concorso ha dovuto redigere una memoria difensiva in lingua italiana nell’interesse della parte rappresentata (ricorrente o Governo), memoria sulla base della quale sono state selezionate le prime due università per ogni parte rappresentata.
Potrebbe stupire i più scettici e critici verso la nostra Università, eppure le due università finaliste sono proprio l’Università di Messina, per la parte ricorrente e l’Università di Torino per il Governo. Nello specifico l’Università di Messina ha partecipato con tre studenti iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze Politiche, scienze delle Relazioni Internazionali: Gabriele Asta, Luisa Bongiorno e Cristina Cardaci. I ragazzi sono stati seguiti dalla Professoressa di Diritto Internazionale Lina Panella e assistiti costantemente durante la preparazione dal Dottorando in Diritto Internazionale Francesco Battaglia. Durante le ultime settimane, ci dice la Prof. Panella, i ragazzi si sono impegnati nel tentativo di immaginare la posizione che prenderà lo Stato (Università di Torino) e soprattutto nell’illustrare le proprie posizioni nel tempo richiesto. I 200 punti a disposizione della Commissione giudicatrice saranno infatti così distribuiti: fino a 40 punti per le capacità oratorie e l'efficacia dell'esposizione; fino a 120 punti per i contenuti e l'originalità delle argomentazioni svolte; fino a 40 punti per le repliche. “La commissione giudicatrice è totalmente nordica”, precisa la Prof. Panella, “ma noi siamo preparati a tutto”.