TREMONTI DELUDE GLI ITALIANI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO



Da Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia, la “retromarcia” sui finanziamenti pubblici ai giornali di partito, gli italiani non se l’aspettavano proprio.

Rassegnati, ormai, a stringere la cinghia, all’ultimo buco di una pancia vuota, di Tremonti era stata apprezzata la politica del rigore mirata ad assicurare un domani meno pesante alle generazioni che verranno, niente miglioramenti salariali e pensionistici ma niente aumento di tasse, capitolo della Finanziaria così caro a Prodi ed ai suoi compagni di centro-sinistra.

Sicchè la telefonata di Fini, dal suo ufficio di Presidente della Camera, a “vivavoce” perché i presenti sentissero la risposta del Ministro dell’Economia, svela qualcosa che potrebbe essere ritenuta una presa in giro per gli ammiratori di Tremonti: chiede, infatti, Fini, presenti i Direttori del Secolo d’Italia, dell’Unità,  di Europa e di Liberazione, cosa rispondere a questi paladini della “libertà di stampa” ben consolidata dalle generose elargizioni regionali, su quanto previsto dalla Finanziaria, cioè l’abolizione del sostegno economico.

E Tremonti, strano, ma comprensibile per altro verso, avrebbe assicurato i presenti, che ascoltavano a vivavoce, che nel prossimo mese di gennaio, passate le feste, gabbato lo santo, sarà varato un decreto “mille proroghe” per cui “i giornali di partito e le testate  storiche che ricevono finanziamenti statali, non perderanno, udite, udite…”il diritto” ai fondi pubblici.

È proprio sorprendente il Tremonti assicuratore di Fini, sostenitore, a sua volta, di giornali ex fascisti, ex comunisti, ex giornali che perdono colpo, giorno dopo giorno, che stampano poche copie, che i lettori respingono.

Vi è, peraltro, un calo vistoso nelle vendite dei quotidiani che, a furia di annegare nel più spregiudicato filone del gossip, hanno perduto la credibilità di un tempo, quando per noi il Corriere della Sera era un vangelo da ascoltare fiduciosamente lasciando a noi di trarre le conseguenti convinzioni.

Così come procedono i giornali di oggi,nel tempo soprattutto di Internet, si direbbe che siano destinati all’estinzione perché nati più strumenti di rispetto della verità e della dignità altrui, principi fondanti dell’Ordine professionale dei giornalisti.

Sicchè piuttosto che spendere un euro, a copia, per leggere le “mazzate” del gossip quotidiano, si informano, per quel  che vale, seguendo telegiornali, e giornali-radio o attraverso Internet, e , a sera, invece di andare a teatro, come si usava un tempo, per divertirsi ad uno spettacolo di varietà, o al circo equestre dei vari Orfei, si rannicchiano, in poltrona, per seguire gli “Anno zero”, i “Ballarò”, le “Iene”.

Tanto, canone imposto e, quindi, pagato, ci si diverte a “costo zero”

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post