UN “GOLPE” FALLITO, PAGINA NERA DELL’ITALIA
DI CARMELO GAROFALO
Quanto è accaduto a Roma sabato 15 ottobre è una pagina nera dell’Italia sempre più paralizzata dall’ossessione di partiti e di politici di far fuori Berlusconi considerato corpo estraneo dagli apparati dei professionisti della politica.
Una giornata che in tutte le città d’Europa e degli Stati Uniti nelle quali è stata promossa dagli “indignados” s’è svolta pacificamente, nel rispetto delle regole della democrazia.
Anche perché, senza il buonismo italiano, al quale si è talvolta costretti per evitare le odiose strumentalizzazioni del centrosinistra, i governi inglese e americano hanno usato il guanto di ferro arrestando in tempo i centinaia di violenti che si inseriscono nei cortei e mettono la città a ferro e fuoco.
Il bilancio del 15 ottobre è pesante, ma è di per se stesso parlante…
In tutto 135 feriti, e di essi soltanto 30 tra i manifestanti, alcuni dei quali autolesionatisi dallo scoppio delle bombe che lanciavano contro banche, contro Chiese, contro esercizi commerciali che saccheggiavano nel nome dell’esproprio proletario.
105 i feriti tra le Forze dell’ Ordine, 50 carabinieri, 35 agenti della Polizia di Stato, 20 della Guardia di Finanza.
Ad essi va la solidarietà di tutti gli italiani non contaminati dal virus dell’odio socialpolitico, e gli applausi dei cittadini nei momenti in cui operavano per fronteggiare e disperdere i violenti, sono un eloquente segno della volontà degli italiani di dire basta ai violenti ed ai loro più o meno occulti sostenitori.
La brutalità delle violenze, la rabbiosa furia con la quale si è colpita una statua della Madonna di Lourdes testimoniano le qualità morali di miserabili teppisti che vanno arrestati e pesantemente condannati con la galera.
Lo chiede la città di Roma mortificata ed offesa, lo chiedono quei cattolici che dovranno pur riflettere su quanto accaduto e decidano di abbandonare il rifugio nelle tane socialcomuniste ammantate di falsa democrazia per unirsi alle autentiche forze Cattoliche della politica italiana, lo chiedono gli italiani tutti. Non c’è scappato il morto, ed il merito và alla prudenza ma ancor di più alla professionalità delle Forze dell’Ordine.
Lo avrebbero voluto il morto per dare la spallata al Governo Berlusconi che resiste agli agguati parlamentari, ai coinvolgimenti giudiziari, alle massicce campagne dei media, sempre più inebriati dal gossip.
Se ci fosse stato il morto, come al G8 di Genova, e Dio sa che non sia accaduto il peggio, o come al tempo in cui nel rispetto del voto popolare e delle forze parlamentari vene chiamato al Governo il Movimento Sociale e subito rovesciato dalle violenze degli oppositori, aprendo a quel centrosinistra che deve considerarsi il peggiore pasticcio della democrazia.
Fu quello un golpe, uno dei tanti incruenti di questi 60 anni di cosiddetta democrazia, che lasciò il segno perché ne fu vittima un politico d’eccellenza, quel Segni che crollò, colpito da ictus, sul tavolo del suo studio, mentre i suoi oppositori battevano i pugni sul tavolo accusandolo di tradimento patrio.
Questa volta il golpe è fallito, come è fallito il golpe burocratico di Montecitorio con la farsa dell’Aventino.
Fino a quando durerà tutto questo?
Nella stragrande maggioranza degli italiani si è più che indignati…
E fino a quando si consentirà agli infiltrati nei cortei pacifici, facilmente riconoscibili perché incappucciati e armati di spranghe e di bastoni, a manifestare insieme ai tanti giovani che, giustamente “indignati” e che credendo nelle regole della democrazia, intendono esprimere le preoccupazioni per il loro futuro. Noi siamo con questi giovani e con il governo delle regole.