15 MAGGIO: FESTA DELLA REGIONE. NELLE NEBBIE DELLE INCHIESTE GIUDIZIARIE SIGNIFICATIVO MESSAGGIO DEI GIOVANI DEL MPA
Oggi, 15 maggio, la Sicilia “festeggia” il 64° anniversario dell’Autonomia, concessa dallo Stato italiano nel 1946.
Si ebbero momenti esaltanti, repressi successivamente da balorde distrazioni delle due parti.
Oggi non v’è motivo di festa a leggere il quotidiano “Repubblica” che dedica pagine su pagine ad un’inchiesta giudiziaria che ci auguriamo dissipi le nebbie di situazioni infamanti.
Restano i comportamenti abnormi, mascherati da furbastre discrezionalità di infidi collaboratori che fanno e disfano a modo loro coinvolgendo inconsapevolmente i politici che pur in loro confidano per governare bene e con assoluta trasparenza.
Nella ricorrenza il Commissario provinciale messinese del Movimento per le Autonomie – Giovani, Gaetano Majolino, del quale apprezziamo l’impegno autonomistico, e che vorrà far pervenire al Governo regionale ed al vertice del partito , la nostra nota, ha intanto diramato un comunicato che diffondiamo integralmente e gratuitamente, il cui testo così recita:
"Come noto il 15 maggio 1946, con Regio Decreto Legislativo, veniva approvato lo Statuto speciale della Regione siciliana, pubblicato quindi nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia il 10 giugno 1946 e divenuto legge costituzionale il 26 febbraio 1948.
Da quest’anno la Regione Siciliana ha istituito ufficialmente, in occasione del 64° anniversario, la Festa dell’Autonomia. Gli uffici regionali saranno chiusi, così come le scuole. Un’occasione per ricordare, per rilanciare e riaffermare i valori autonomistici e l’esempio della Regione Siciliana, avanguardia in tutta Europa per il regionalismo differenziato e avanzato, in un periodo di grande fermento federalista e di celebrazioni del 150° anniversario di un’Unità d’Italia da sempre troppo squilibrata.
E’ grave e scandaloso come le amministrazioni statali, nulla disponendo in merito alla chiusura degli uffici siciliani, abbiano dimostrato un’assoluta mancanza di rispetto per le Istituzioni, e per le Carte fondamentali, la Costituzione e in Sicilia lo Statuto, che esse regolano.
Dimenticare, in maniera sorda e cieca, una festa civile così rilevante per i Siciliani, dimostra tutto il disprezzo e la scarsa considerazione che molti rappresentanti di istituzioni ed uffici statali abbiano per la Repubblica delle Autonomie, così come
scolpita dall’art. 5 della Costituzione e per la Sicilia, Regione autonoma entro la unità politica dello Stato Italiano, sulla base di quel "patto federativo" che riconosceva all’Isola quel ruolo di comunità preesistente e costitutiva della Repubblica.
Ecco perché il 15 maggio deve essere per i Siciliani, e per gli Italiani tutti, una festa di memoria, di orgoglio e di speranza, come il 25 aprile e il 2 giugno".