UNITA' D'ITALIA ED AUTONOMIA SICILIANA ADOMBRATE DA OSCURE OMISSIONI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

 

Quel che accadrà è nelle mani di un’oscura trasparenza che opaca, per i chiaroscuri che la caratterizzano, la cosidetta forma democratica del nostro Stato.

Sarebbe da fantascienza ritenere che i colleghi del quotidiano “La Repubblica” abbiano inventato, con diabolica fantasia, alcune pagine del giornale a corollario di una notizia clamorosa: la richiesta d’arresto per il Presidente della Regione siciliana Lombardo, del fratello Angelo, parlamentare nazionale, e del coinvolgimento, senza richiesta d’arresto, dell’Assessore regionale al Turismo Nino Strano.

Ma la smentita del Procuratore Generale della Repubblica di Catania è lapidaria: “la notizia è priva di qualsiasi fondamento”.

L’opinione pubblica apprezza e comprende il riserbo dovuto dall’alto Magistrato ma è ansiosa di conoscere come andrà a finire una vicenda che non può essere tutta un’invenzione giornalistica e che sta producendo danni di particolare gravità all’immagine della Sicilia.

Nel dare atto al Presidente Lombardo della sua disponibilità ad essere ascoltato dai Magistrati di Catania e di Palermo, convinti come siamo della estraneità personale dei fatti adombrati, ci pare giusto che occorra da parte di tutti essere prudenti e attenti fino a che la Magistratura, ultimo presidio di certezza per i cittadini frastornati, dalle mille vicende scoppiettanti su tutta la “libera” stampa italiana, non dirà la sua autorevole, solenne parola.

A Palermo, invece, vi è ancora qualcuno che cerca di spadroneggiare a ruota libera, con disprezzo di leggi, di regolamenti, di norme del normale vivere civile.

Ed è significativo che, il Sindaco di Bronte, Pino Firrarello, abbia inviato a Palermo ed a Roma una vibrata lettera di protesta, evidenziando l’omissione storica di uno dei fatti certamente più significativi del passaggio di Garibaldi in Sicilia, con conseguente esclusione della città di Bronte nei programmi delle manifestazioni dell’Unità d’Italia della Regione siciliana e del Governo di Roma.

Potrebbe trattarsi di un’omissione dovuta all’ignoranza  di quanti, addetti ai lavori, nella preparazione e nell’articolata diffusione dei programmi, che di Bronte conoscono solo il pistacchio, prodotto prelibato dei buon gustai.

È nulla sanno dei “fatti di Bronte del 10 agosto del 1860”.

Non se la prenda il Sindaco Firrarello.

Anche il nostro giornale è stato dimenticato dai diffusori del programma celebrativo e, addirittura per la prima volta in oltre 50 anni, per la celebrazione del 15 maggio, 64° anniversario della Regione, sia dal Governo sia dall’ARS.

Legittima la protesta di Firrarello al quale Palermo e Roma dovranno pur dare una risposta.

Da parte nostra una presa d’atto di comportamenti di chi trascura l’osservanza di doveri senza rendersi conto che sono queste piccole cose che nuocciono all’immagine di chi governa fidando nell’onesta, leale, trasparenza dei suoi collaboratori.

Noi siamo lieti di essere ignorati perché ci sentiamo ancor più liberi, come lo siamo sempre stati, ricordando che è la goccia che scava la roccia e che le omissioni a danno di un “piccolo” giornale come il nostro e di una grande città come Bronte, per chi conosce la storia e la realtà socio-economica e culturale del territorio, sono la dimostrazione di una faziosità e di una indiscriminata utilizzazione del pubblico danaro che, si voglia o non si voglia, porta sempre al crollo di certi poteri.

Sicchè, ci ascolti Sindaco Firrarello: come sempre restiamo in attesa sulla riva del fiume della giustizia e della libertà.

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