68° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: LA SICILIA CON I SUOI FILM MOSTRA GRANDE BELLEZZA E GRANDI SOFFERENZE
DI ANNAMARIA PIAZZESI
La 68° Mostra del Cinema di Venezia ha emesso i suoi giudizi insindacabili. La giuria presieduta dallo statunitense regista Darren Aronofski assegna il Leone d’Oro al grande regista russo Sukurov per il film “Faust”, Leone d’Argento per la regia al cinese Shangjun Cai per “Ren shan ren hai” (Gente di terra, gente di mare”. Premio speciale della giuria a Emanuele Crialese per “Terra ferma”. Migliore attrice Coppa Volpi a Deanie Yip, migliore attore Michael Fassbinder.
Restano senza premi Clooney e Polansky, nonostante abbiamo presentato film belli e di sicuro successo.
I film italiani in concorso sono stati apprezzati quasi tutti. In questa edizione in cui grandi registi sono stati partecipi, il cinema italiano non ha sfigurato.
“Terraferma” di Crialese, premio speciale giuria, affronta la drammaticità degli sbarchi e il problema della difficile integrazione in una comunità di pescatori siciliani. Crialese ha ringraziato gli abitanti di Linosa e Lampedusa per averlo sostenuto nella realizzazione della sua opera e avergli insegnato a guardare oltre l’orizzonte. Un particolare riconoscimento ai pescatori e agli uomini di mare. Il film, molto ben costruito, con un’ottima recitazione, ha il pregio di far scaturire la condanna del sistema di respingimento dalla narrazione dei fatti, senza essere troppo didascalico. Bravissimo il giovane attore Filippo Puccillo, ragazzo di appena ventanni, timido, ma con un piglio deciso. Molto umana la figura della Finocchiaro, che passa da una prima posizione di rifiuto ad un coinvolgimento personale per la situazione della madre extracomunitaria.
Il film italiano di Guido Lombardi, “Là-bas”, ha portato a casa il premio speciale “Luigi de Laurentis” Leone d’Oro del futuro. Premiato anche “L’ultimo terrestre” di Gianalfonso Pacinotti.
Nella sezione “Controcampo” è stato presentato il film di Marco Dentici “Caldo grigio e caldo nero”, regista messinese, uno dei più importanti scenografi italiani, collaboratore di Citto Maselli e Marco Belloccio, quest’ultimo ha ricevuto il premio alla carriera.
Il film documentario, prodotto da Anna Mazzaglia, a due anni dall’alluvione di Giampilieri (Messina, 1 ottobre 2009) ripercorre la tragedia “annunciata” che provoco 31 morti e 6 dispersi. Bilancio tragico ma che l’opinione pubblica sembrò e sembra tuttora ignorare.
Uno dei testimoni del film racconta che l’Italia non ha avuto né occhi né orecchi, come se tutti gli abitanti dell’isola fossero mafiosi ed abusivi. Nel solo abusivismo furono cercate le cause della catastrofe e non nel dissesto idro-geologico e nella noncuranza che affligge l’isola e altre zone del nostro paese. Quel pezzo di Sicilia, già colpito dal fango e dalle macerie, fu vittima anche del silenzio e del disinteresse generale.
Il film-documentario prodotto da Anna Mazzaglia, vuol essere un tentativo di restituire dignità alle comunità ferite; un monito che invoca il diritto delle nuove generazioni ad un futuro normale, avvertimento che può contare anche sul volto e
sulla voce di tre messinesi, Maria Grazia Cucinotto, Nino Frassica e Ninni Bruschetta, che con la loro partecipazione hanno voluto testimoniare la vicinanza alla propria terra.
Il film si chiude con una lettera al Presidente della Repubblica del comitato “Salviamo Giampilieri”.
A Venezia era presente una delegazione messinese tra cui la produttrice Anna Mazzaglia, il critico cinematografico Nino Genovese, il sindaco di Taormina Mauro Passalacqua. Presente anche Vittorio Torresi messinese, che ha girato una puntata del programma con la televisione francese “France3”, famoso documentario intitolato “Coolori” che va in onda da alcuni anni con successo in Francia. La puntata riguardava anche Taormina con la manifestazione-festival della città del Centauro.
A conclusione della 68° Mostra Cinematografica, Muller dice che non tutte le mostre riescono con il buco, forse questa ce l’ha fatta. Abbiamo dato vita ad un programma che sentiamo ci rappresenti meglio di tutte le scorse edizioni. Sono stati ben 34 i paesi presente nella 68° edizione del Festival di Venezia, e può vantare ben 65 film in anteprima mondiale, film che devono far pensare e sognare.
Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, ritiene saggia la decisione di sospendere i lavori per la costruzione del nuovo palazzo del Cinema: sarebbero state spese eccessive in un momento di crisi in cui il paese non può permettersi di spendere.
Il ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, ha elogiato la Mostra di Venezia per l’integrazione interculturale e lo scambio di idee, filosofie e tradizioni sparse per il mondo, riuscendo a farle comunicare.
La Mostra, nata all’insegna dell’internazionalità, si fa sempre più tavolo di confronto tra avanguardie, generazioni e scuole di regia.
Ha aperto al cinema orientale che fa incetta di premi dal 1990.
Per il ministro è questa la prerogativa di questa gran mostra, non a caso “mostra” e non “festival”, perché il cinema è la nostra settima arte, perciò deve essere esposta, contornata da red carpet e luci, nÈ più nÈ meno come accade per i quadri di inestimabile valore.