A PALERMO IL 25 NOVEMBRE, DAGLI IPAB VENGANO PROPOSTE NON PROTESTE DEMOLITRICI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO



Mercoledì 25 gli IPAB siciliani eleveranno la loro voce di protesta per la situazione  in cui versano Enti di assistenza e beneficenza stravolti, in decenni di gestione politica  ed incontrollata, nei loro obiettivi statutari sicchè oggi,  con Assessore al ramo la dott.ssa Caterina Chinnici, che ha ereditato in materia una montagna di errori, di distorsioni, di dispersioni, di omissioni, di furbizie clientelari, serbatoi di voti elettorali, è venuto il momento di fare rispettare le regole, rimettendo ordine, tagliando rami secchi e di restituire gli Enti ai loro scopi statutari primari.

Se vi sono lavoratori che non percepiscono stipendi da mesi, e in qualche caso da anni, viene il sospetto che vi siano stati amministratori convinti di dover mandare i bilanci in rosso, per indurre “mamma Regione”, ad intervenire.

E voglia il Cielo che non vi sia stata anche la ingenua superficialità di qualche funzionario ad incoraggiare forzature di spesa.

Non è, quindi, contro l’Assessore che la protesta deve rivolgersi ma per i responsabili di un malgoverno al quale occorre porre fine per un ritorno alla politica vera, la politica del fare e non della demagogia distruttiva.

Che sia oggi un Magistrato tra i più stimati per il suo impegno quotidiano nel rispetto delle regole, è un dono di Dio in un momento in cui la politica siciliana, nel balbettio di polemiche, scontri, dibattiti sterili e comportamenti arroganti, minaccia di far precipitare la Sicilia nel baratro  del nulla.

Sia, quindi, la manifestazione di mercoledì degli IPAB in Sicilia, una ventata di proposte e non di proteste.

Nell’interesse, soprattutto, dei poveri, degli anziani, dei disabili, di quanti hanno diritto a quell’assistenza ed a quei servizi per i quali con generosa munificenza numerosi cittadini benemeriti hanno lasciato cospicui beni patrimoniali da amministrare correttamente e produttivamente.

Proposte, quindi, e non proteste, anche nell’interesse degli stessi lavoratori, per operare serenamente in un settore dove, però, sia chiaro, sarebbe bene spendere il meglio di ognuno di noi con spirito di servizio, all’insegna di un volontariato imperniato di solidarietà, carità, amore.

 

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