ANDATEVENE A CASA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!!!

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

Siamo al limite del collasso e potremmo essere alla vigilia di un disastro sociale all’alba dii un drammatico autunno.

E’ leggendo la Repubblica di mercoledì 6 luglio a cogliere segni inquietanti di un malessere che minaccia di travolgere tutto e tutti.

“Palermo capitale della recessione; lavoro a picco, imprese alle corde”, ed ancora  contratti, stabilizzazioni, parte la lunga campagna elettorale” e le sempre più polpose pagine di aste giudiziarie pubblicate sulle stesso giornale ed in altri quotidiani siciliani, quasi “necrologi” di un economia drammaticamente dissestata.

Ma è sempre sulla Repubblica che, rigo dopo rigo, si evidenzia una Sicilia, che ha una sola anima: il Governatore Raffaele Lombardo, che come uno Stalin dei tempi d’oro, “continua a fare il bello e il cattivo tempo, aggiungendo ogni giorno, il nome di un altro fedelissimo nella casella delle nomine, con un PD che non è più all’opposizione, da quando grazie al ribaltone di Lombardo” ha incassato l’espulsione, dei berlusconiani dal Governo perché sono in tanti a non volerlo, e non fa parte della maggioranza poiché, come ha dichiarato lo stesso Lupo, autorevole segretario regionale, ha dichiarato esaurito la fase del Governo tecnico, sì che, allo stato, e con ventisette deputati che hanno guai con la giustizia, e quattro arrestati, la Regione “somiglia sempre più ad una palude maleodorante, o, meglio  ad un campo di sabbie mobili che inghiotte speranze, illusioni, identità e differenze”.

E’, quindi, da non sottovalutare “la protesta anti-casta dei ragazzi del Pdl” che hanno disteso al vento di Palermo, e davanti al Parlamento degli inquisiti, striscioni per candidarsi “siamo indagati, faremo i deputati un manipolo di “Giovane Italia” che chiede che venga sciolta l’Assemblea regionale e si torni alle urne.

E’ questo il nodo da sciogliere.

Questa legislatura è nata bene ma è cresciuta male, con un Lombardo che si arrampica sugli specchi, ogni sei mesi stravolge il volto della Giunta di Governo e resta in sella perché , alla fine, tutti sono d’accordo a non rinunciare al seggio e, quindi, si tira proprio “a campare” con disprezzo della volontà dell’elettore, disatteso e tradito, con cocciutaggine staliniana.

Lo abbiamo scritto sul giornale cartaceo e lo ripetono i siciliani, auspicando che il Commissario dello Stato si renda conto che tra i suoi compiti ci possa essere quello di avviare gli adempimenti necessari per sciogliere una assemblea sulla quale gravano le ombre dei componenti inquisiti e arrestati, delle riforme mancate, degli sperperi e delle anomalie riscontrate dalla Corte dei Conti, dallo stravolgimento della volontà del popolo sovrano che non può continuare ad essere soggetto passivo di un Lombardo che, da solo, come scrive la Repubblica, “fa il bello e il cattivo tempo”.

Anche se continuando così farà  solo “il cattivo tempo” che dai giovani del Popolo delle Libertà si estenderà ai siciliani tutti, sempre più disgustati, indignati di un sistema politico che nulla ha di democratico.

E ci sembra oltremodo meritevole l’editoriale di Lello Cusimano sul Giornale di Sicilia, nel quale si evidenzia che “in un Paese che cresce poco e con fatica a ritrovare la via dello sviluppo, la Sicilia arranca, appesantita com’e’ dal carico improprio che le hanno scaricato addosso decenni di facile spesa ed una paurosa stratificazione di privilegi” e nell’annotare le preoccupazioni del Presidente  della Camera di Commercio di Palermo Roberto Helg, per “una pericolosa situazione di allarme sociale che fino ad oggi, grazie ad una collaudata solidarietà familiare, non è degenerata in un conflitto sul modello dello black bloc, con un’ aggravante  però: se un giorno arrivassimo alle tensioni di piazza, che nessuno auspica ma che tutti temono, sui vessilli dei nuovi antagonisti  non troveremmo la scritta: No TAV o magari No Ponte, rischiando di trovare un ben più drammatico Ho fame. Perché – scrive ancora Helg che è attento osservatore della tragica realtà attuale – è proprio questa la strada imboccata dalla Sicilia e da Palermo”.

E da il Qds di Tregua “un saldo in 3 mesi chiudono 2446 piccole e medie imprese ed i dati più preoccupanti riguardano Palermo” ad attestare la validità dell’allarme di Helg.

Un allarme da non sottovalutare e viene quindi da domandarsi che cosa ne sarà dei presuntuosi caporioni che ostentano con boria ed arroganza l’ostinazione a navigare su un battello che fa acqua da tutte le parti e minaccia di far naufragare tutti i siciliani allo stesso modo dei tanti immigrati tunisini, libici ed arabi, che finiscono in bocca agli squali del Mediterraneo.

Ma viene anche da domandarsi se può uno Stato essere ancora latitante e non intervenire di fronte ad una Regione così drammaticamente a rischio. Dal Commissario dello Stato, che stimiamo per la sua nota capacità professionale e per la valenza di doti di controllo e di attenta responsabilità, attendiamo quel che tutti i siciliani non legati agli “interessi” partitici attendono.

Per evitare di importare una “primavera araba” che finisca con il rispolverare storici “vespri” tutti siciliani…

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post