È L’ASSEMBLEA DEI “SALVATAGGI” CON DANNO ALL’IMMAGINE DELLO STATO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

Quanto sta avvenendo a Sala d’Ercole lascia sempre più perplessi gli elettori che nel 2008, con un voto chiaro, lineare, soprattutto legale, avevano esercitato il loro diritto di “popolo sovrano”.

Tre anni con un Governatore che, di subito, ha determinato uno scollamento dalla maggioranza eletta e modificato per ben quattro volte la struttura della Giunta di Governo, ha virato da destra a sinistra per navigare a proprio piacimento, secondo i suoi interessi politici, disattendendo (e la gente dice tradendo) la volontà popolare.

Basterebbe questo in un Paese normale per abbassare la saracinesca della legislatura, chiudendo un periodo fallimentare e ricominciare da zero.

Ma a casa non vuol andare nessuno degli attori e trovano tanti cavilli che partoriscono dalle loro lucidissime menti per restare abbarbicati ai loro seggi ed ai loro privilegi.

Se le leggi sanciscono l’incompatibilità tra le funzioni di parlamentare e di Sindaco, non ve n’è uno di essi a lasciare e tutti (salvo un solo caso) a rimanere aggrappati al doppio potere, che la legge, la legge (ma cos’è questa legge?sembrano cantare tutti in coro) sancisce essere incompatibili.

Se un tribunale sentenzia che un deputato condannato non possiede i requisiti per rimanere in carica, v’è una maggioranza che dissente e lo àncora al seggio, legislatura natural durante.

Se si ritiene che un Assessore vada sottoposto (al di là dei meriti e delle carenze) ad una mozione di sfiducia v’è il cavillo pronto per congelare la mozione, impedendo un dibattito che avrebbe potuto evidenziare i meriti ed individuare le cause delle carenze, per evitare la decadenza, peraltro non prevista, da leggi e regolamenti, ma per evitare contraccolpi mortali ad una Giunta di Governo che non rappresenta più lo schieramento politico eletto nel 2008.

Ed è proprio attingendo ala rassegna stampa (l’amaro calice quotidiano del Governatore) che si coglie il clima di dramma politico che si vive a Sala d’Ercole dove l’Assessore alla Sanità, un “esterno”, un Magistrato di tutto rispetto, che sta operando pur tra mille difficoltà per rimettere a posto un settore vitale per la salute e per l’economia, “vi giunge mettendo sullo steso piano l’ostilità degli pseudo intellettuali (termine che gli è caro) e l’assalto dei peones che rischiano di decapitarlo con una mozione di censura”.

Una mozione di censura che una questione pregiudiziale che evita il voto segreto, stronca sul nascere il dibattito sulla Sanità e salva l’Assessore.

“questo è un giorno triste per la libertà di questo Parlamento, attacca il Capogruppo del PDL, Innocenzo Leontini. L’opposizione abbandona l’Aula per protesta. Se ne parlerà a settembre.

Questa è la Regione oggi. E la gente a domandarsi: ma lo Stato, lo Stato, dov’è?...

 

 

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