BARBARIE BUROCRATICA IN UNA MESSINA ASSONNATA
DI CARMELO GAROFALO
A quanti messinesi è pervenuta negli ultimi giorni una raccomandata della Serit Sicilia con oggetto “notifica mediante deposito e affissione nella Casa del Comune di Messina della/e cartella/e di pagamento”?
Quanti anziani, che vivono “in lista d’attesa per un volo spaziale di sola andata”, soli, in casa, senza accompagnatori sociali, con parenti lontani, sono stati costretti dapprima a pregare amici e conoscenti di accompagnarli al Comune per ritirare le cartelle di pagamento”? Certamente molti se il Sindaco Buzzanca, medico ed attento sociologo, anche per farsi perdonare la costosa blindatura dell’accesso centrale a Palazzo Zanca, messa a dura prova dalla moltitudine di cittadini interessati , ha dovuto- e gliene diamo atto, riconoscendogli ancora una volta la sensibilità personale, che lo distingue da politici incolti ed arroganti, ha dovuto disporre che, per l’occasione, sia aperto ai malcapitati contribuenti il libero (ma chiuso al pubblico) varco di via S. Camillo, con orari, però, alquanto limitati per giornate ed ore.
Ma è questa la democrazia propinata al “babbeo” messinese al quale la Serit Sicilia afferma non aver potuto reperire né personalmente né per le altre persone indicate dall’art. 139 del codice di procedura civile?
Ed è vero quanto afferma la Serit o è mancato l’adempimento di notifica personale all’indirizzo del contribuente al quale, tutto al più, invece di inviare con raccomandata a/r , l’avviso di deposito della/e cartella/e di pagamento all’Albo Pretorio (con violazione anche della legge sulla privacy) si sarebbe potuto inviare la/e cartella/e di pagamento, evitando gravissimi disagi personali ed economici (spese di trasporto e compensi agli accompagnatori) ai contribuenti e ingorghi agli accessi e negli uffici dl Palazzo comunale?
Il Sindaco, l’anonimo estensore della lettera raccomandata, che peraltro, con persistente barbarie della burocrazia democratica omette di salutare il destinatario, al termine della comunicazione, ci diano una risposta al fine di evitare che i cittadini ai quali è stato inflitto tanto calvario siano costretti a chiedere alla Magistratura se nell’accaduto non ci siano omissioni o abusi di qualsiasi genere.