CONCLUSO A FERRARA IL QUARTO TESTIVAL DI "INTERNAZIONALE"
DI LIVIA SATULLO
Si è concluso il 2 ottobre il Festival di "Internazionale", la rivista di politica internazionale diretta da Giovanni De Mauro che settimanalmente pubblica una selezione di articoli tradotti in italiano provenienti da tutto il mondo.
Quest’anno per il quarto anno consecutivo Internazionale ha organizzato un Festival a Ferrara che, svoltosi dal 30 settembre al 2 ottobre, ha portato nella magnifica città romagnola 63.000 persone, tra cui numerosi stranieri.
Ad ogni nuova edizione la partecipazione cresce ed il numero degli ospiti anche. Quest’anno il Festival ha avuto 190 ospiti provenienti da 35 paesi diversi. Si è parlato di Russia con Yulia Latynina e Andrei Soldatov; di Africa con scrittori ed artisti africani come A.Igoni Barrete e Billy Kahora; di Afghanistan con Elizabeth Rubin del New York Times ed altri; di India con la scrittrice Arundhati Roy ed altri disegnatori indiani; di politiche dell’immigrazione con Lucio Battistotti – direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea - e, tra gli altri, il francese Eric Jozef ed il tedesco Michael Braun. Ed ancora, grande attenzione è stata data alle Primavere Arabe con una conferenza che ha vantato nomi della portata di Ziad Majed e Olivier Roy. Molto spazio è stato dato alle questioni ambientali, ricordando il disastro di Fukushima e discutendo delle evoluzioni delle politiche energetiche mondiali, con Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International. Si è ricordata la tragedia di Genova con la partecipazione, tra gli altri, di Susanna Camusso, segretario geenrale della CGIL. Si è fatto riflettere sui social network con Evgany Morozov. Si è discusso di femminismo con Michela Marzano, Beatriz Preciado e Natasha Walter. Si è fatto ridere dell’Europa discutendo di vignette satiriche e satira in Europa con, tra gli altri, Marco Zatterin, giornalista della Stampa e Sergio Staino, disegnatore per L’Unità. E tantissimi altri gli eventi.
Le conferenze distribuite nei luoghi più belli e simbolici di Ferrara, hanno permesso ai giovani partecipanti di approfittare del soggiorno per scoprire le meraviglie della città: il castello estense ed il suo cortile , il teatro comunale, la Cattedrale e la sua piazza, il Chiostro di San Paolo, la sala estense, il Palazzo Massari, la Biblioteca Ariostea.
Sei i documentari, proiettati più volte nell’arco delle giornate: Impunity, Prosecutor, An African Election. You don’t like the truth – 4 days inside Guantanamo, Tahrir, Last chapter: Goodbye Nicaragua; Page one: a year inside the New York Times.
Quattro le mostre permanenti durante I tre giorni: Urban Survivors, Reportge da Dadaab – uno dei più grandi campi profughi del mondo, Elogio della pigrizia – raccolta di illustrazioni di Guido Scarabottolo e L’Europa da ridere – mostra ed insieme concorso che ha raccolto 20 vignette satiriche sull’Europa uscite nell’ultimo anno sulla stampa italiana. Assegnato il premio per la migliore vignetta,a cura della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, a Mauro Biani con una vignetta sull’Europa in Libia.
Gli eventi, in lingua originale, sono stati tutti tradotti simultaneamente. Le file per quanto lunghissime, a causa della copiosa affluenza, sono state gestite più o meno efficientemente, approntando anche sul momento casse esterne ai locali per permettere a tutti di seguire le conferenze.
Tra gli eventi mondani aperitivi jazz nel pomeriggio al Chiostro San Paolo ma soprattutto la presenza eccezionale di Jovanotti che venerdì sera ha ripreos a vestire i panni del Dj per la piazza ferrarese.
L’evento è stato promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna, università di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Ferrara Terra e Acqua, Arci Ferrara e Associazione IF, e reso possibile soprattutto grazie alla collaborazione di Medici senza frontiere, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e di Presseurop,Banca etica e numerosi altri sponsor.
Come ogni anno la rassegna si è aperta con la consegna del premio per il giornalismo d’inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja. A riceverlo quest’anno Hossam el Hamalawy, giornalista egiziano, autore e fondatore del blog Arabawy.