DAL BRENNERO ALLA SICILIA NAPOLITANO CI SALVI DAL CAOS

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

È come un bollettino di guerra che riempie d’angoscia soprattutto anziani e malati, costretti a trascorrere almeno 20 ore al giorno a seguire le notizie dell’ultima ora dei Televideo di destra e di sinistra.

L’Italia  è ridotta ad un colabrodo: la BCE registra un dato allarmante” le imprese italiane sono a rischio”.

La disoccupazione che aumenta.

L’Italia maglia nera per livello di corruzione, di burocrazia, di tangenti. Tra i 26 Stati europei ed extraeuropei che contano, siamo il fanalino di coda. Un Paese di mazzettari ed evasori: con un debito pubblico che sfiora i duemila miliardi di euro. A che servirà svendere dimore storiche, caserme, castelli?

Per 20 anni almeno gli italiani dovranno stringere la cinghia, ammesso che abbiano gli euro per comprarla.

E, di contro, la “casta” si preserva da ritocchi sensibili:quanto basta per farsi beffa di un popolo che soffre,mugugna, ed è tutt’altro che rassegnato.

Dalla Sicilia l’ultima notizia è ancora più devastante. È il Giornale di Sicilia a titolare in prima pagina:”Regione, 9 milioni di euro ai consulenti. Che fanno? Mistero! Alcuni assessorati non hanno ricevuto le relazioni, altri non le rendono note. Solo studi generici nei pochi lavori depositati”.

Noi, per primi e da soli, è da oltre due anni che allertiamo in proposito Corte dei Conti e Commissario dello Stato, convinti che l’esercito di consulenti e di commissari costituisse la piattaforma preelettorale del Governo presieduto da quel Raffaele Lombardo che ha governato o sgovernato a ruota libera, pur dopo aver presentato le dimissioni, per calcolo politico o per “garbato invito” dal Governo nazionale che ha cominciato a capire finalmente il vento di scirocco che da quattro anni tormenta e sgretola la Sicilia.

In queste condizioni è davvero da folli l’agitarsi nervoso di politici e di partiti per prepararsi alle prossime campagne elettorali.

In campo nazionale il Presidente Napolitano ci conservi Monti anche oltre il 2013, per evitare che, sia pur mimetizzati in fraudolenti liste civiche, siano proprio i responsabili di tanto dissesto a tornare a governare l’Italia dopo essersi fatti fuori per inadeguatezza, per incapacità, per viltà lasciando ai “professori” il dover prendere misure certamente impopolari.

Almeno fino a quando una nuova generazione di politici intenda anteporre il bene comune agli interessi ed ai privilegi personali e di parte.

In un clima non più rissoso, non più esasperatamente carico di odio sociale, per attuare una politica di coesione nazionale che restituisca ai giovani la speranza del futuro.

In Sicilia valga la stessa linea.

Non per conservarci Lombardo che, grazie a Dio, dovrebbe ormai andarsene a casa, ma con la nomina di un Commissario o di una terna di Commissari che attui una politica di rispetto e di rilancio dello Statuto speciale e dell’Autonomia. E che, intanto, recuperino, per quel che sarà possibile, l’enorme spesa dei nove milioni di euro, almeno da quei consulenti che non hanno presentato le relazioni o si sono limitati a “studi generici” con eventuale azione di rivalsa a carico del Presidente e o degli Assessori competenti. In attesa che , dopo lo scandalo della Formazione, sia fatta luce sulla pubblicità istituzionale e sui finanziamenti nel settore della cultura, dei teatri, delle associazioni.

Dagli italiani e dai siciliani, che pur italiani sono, si confida nella saggezza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel decisionismo del Presidente Mario Monti e del suo Governo, nell’attenta responsabile valutazione della Corte dei Conti e del Commissario dello Stato in Sicilia.

 

 

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