DILAGA LA PARTITOMANIA CHE UCCIDE LA DEMOCRAZIA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO



 

O s’accorgono di avere perduto il consenso popolare o si ubriacano degli evviva dei desperados che li blindano nel regno dei sogni perduti.

Dalla partitocrazia, che aveva fatto scempio di un’Italia, apocalitticamente  incenerita da una guerra sterminatrice, ma ancora sana nei principi e nei valori di uno Stato ch’era sempre simbolo di civica convivenza, si tentò di avviare un bipolarismo mirato a semplificare i giuochi politici spesso avvelenati da turbolenze di interessi personali, e/o di gruppo, frenanti il bene comune.

Ma la perdita di privilegi, onori e prebende ha inviperito i leader relegati in serie B per la ridotta capacità operativa, sicchè, smaniosi di rigingillarsi degli orpelli perduti si son trasformati in sciacalli, pronti a divorare i resti di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Sicchè, seppure benedetti dal popolo  “sovrano”, i grossi agglomerati, dalla Lega al Popolo delle Libertà, al Partito Democratico, sono minacciati da scissioni, ventilate da mire tornacontistiche, o seriamente progettate, per avidità di dominio, avviando, con brutale cinismo antidemocratico, lo spappolamento dei robusti schieramenti per dar vita ad un Paese dei balocchi, con una serie di poco consistenti formazioni politiche con l’obiettivo primario di restituire ai loro capi ed ai loro compagni di merenda posti di comando, sale riservate, finanziamenti pubblici al partito ed ai giornali “storici” di supporto, auto blu, privilegi e prebende…

Così, all’orizzonte, ad oscurare la Stella di Betlemme che annunzia la pace fra gli uomini di buona volontà, lampeggiano sinistri il Partito dei Veneti con Silvano Polo della causidica Liga Veneta, il Partito del Sud, con gli scalpitanti Miccichè-Lombardo”, l’Alleanza per l’Italia del profugo Rutelli, ed ultimo, cronologicamente, al momento, il Partito della Nazione prodotto dai finiani “doc” Granata e Briguglio.

In attesa che ognuno di noi, considerati da lor signori, plebe da schiavizzare ai loro sogni di potentato, non decida di dar vita ad un partito che da tempo va inesorabilmente affermandosi, il Partito dell’individualismo, questo si, nel tempo, lievito indispensabile alla formazione di un Governo autoritario che se vuole governare concorrendo al bene comune, dovrà essere osservante delle regole fondanti di una autentica democrazia, come avviene in tanti altri Stati del mondo.

Perché, continuando a dilaniarsi come ogni giorno fanno gli esponenti politici italiani, al Governo, nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni, nei quartieri /che finalmente sono già destinati a sparire) concorrono tutti assieme a trasformare l’Italia, culla di civiltà e di geni, in un borgo del più barbaro e selvaggio Paese della Terra.

 

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