E LA REGIONE VA, VA….(1)
E la Regione va, va, malgrado tutto, perché deve andare, almeno fino a che anche gli ultimi eletti al “Parlamento”avranno raggiunto il diritto alla pensione.
Le distorsioni politiche susseguenti all’elezione del 2008, con le note perturbazioni e l’accentuato cannibalismo partitico hanno scoperto la pentola dalla quale vengono fuori, una dopo l’altra, le ambiguità delle quali i siciliani sono ormai stanchi.
La Regione che non dialoga con i cittadini, che si rifiuta di rispondere a quel che viene chiesto al Presidente ed agli Assessori “politici” (perché gli Assessori “esterni” conoscono le regole dell’educazione e del rispetto del cittadino) che fornisce portavoce e portaborse, di cellulari sempre irraggiungibili quando chi ti chiama non è amico del Palazzo, è una Regione destinata a morire essendo inammissibile lasciare in vita uno stipendificio clientelare.
Da Bronte è partito un segnale d’allarme per il presidente Lombardo, “blindato” dai suoi fedelissimi che, ritenendo di alleggerirgli il lavoro, di fatto lo esautorano.
Eppure è proprio il momento per il Presidente Lombardo di procedere ad un rimpasto per chiamare al Governo soltanto personalità di alto profilo morale e professionale, com’è avvenuto per gli Assessori Caterina Chinnici, Massimo Russo e Marco Venturi, e rinnovare il parco “collaboratoti”
Perché è un suicidio continuare su una linea di bellicismo partitico condannato dalla gente che vota per cui, alle recenti elezioni amministrative, si è dovuti ricorrere alla mimetizzazione in liste civiche calamita di elettori ormai esausti e delusi, che aumentano sempre più il tasso astensionistico.