È NELLE LIBRERIE “VISTI DA LONTANO” DI STEFANO LORENZETTO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Esce per Marsilio nella collana Gli Specchi il nuovo libro di Stefano Lorenzetto Visti da lontano, che ha per sottotitolo Il prezzo della vanità (pp. 329, € 19), una serie di interviste a personaggio famosi, un’irriverente rassegna sulla vanità.

È altissimo, esagerato, il prezzo che i personaggi famosi pagano alla vanità. Stefano Lorenzetto, il giornalista entrato nel Guiness World  Records per la più lunga serie di interviste da un’intera pagina mai apparse fino a oggi sulla stampa mondiale, lo ha capito andando a intervistarli.

Il musicista Giovanni Allevi ammette d'aver costruito la propria immagine di genialoide usando il balsamo Hydra-ricci della Garnier che «rende il riccio definito» e continua ad avere paura che il successo travolgente finisca. Il ministro Mara Carfagna è contenta delle foto osé scattate quand'era modella perché un giorno potrà dire ai nipoti «guardate quant'era bella nonna»; il fotografo Fabrizio Corona si considera «molto sicuro» di se stesso. La conduttrice Ilaria D'Amico punta a «una vicedirezione reale», magari del Corriere della Sera, in alternativa della Repubblica; pudica agli esordi, ora gioca con la sua femminilità e teorizza l’importanza di accavallare le gambe. La giornalista Milena Gabanelli, a lungo inviata di guerra,  si definisce «indignata» e confessa che «per un narciso la guerra è una vetrina straordinaria. Sei il primo, ti vedono in tutto il mondo». La contessa Marta Marzotto confessa che fin da bambina si spediva lettere poetiche e aspettava l'arrivo del postino come se gliele avesse scritte un misterioso spasimante. L'onorevole Vittorio Sgarbi è convinto d'aver propiziato due miracoli, facendo persino uscire dal coma il marito di una sua ammiratrice. Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana afferma perentorio: «Di me stesso mi sento sicuro. Mi conosco da tempo». Il fotografo Oliviero Toscani non pensa di essere il numero uno, e non pensa di diventarlo, ma pensa di essere unico.

Per non finire come i cosiddetti Vip, Stefano Lorenzetto - vanitoso al pari di tutti i giornalisti - s'è dato una regola: vederli da lontano. Il più lontano possibile. E ha deciso di seguire una profilassi che lo porta a evitare le liturgie della categoria. Perché l'hybris può diventare una vera e propria patologia psichiatrica, come attesta lo sbando di una società in cui per esistere bisogna apparire: nei palazzi del potere, nei salotti, in televisione o, per i meno fortunati, almeno su Facebook, che ormai raccoglie i ritratti fotografici di 22 milioni di italiani, cioè più di metà della popolazione fra i 12 e i 62 anni.

STEFANO LORENZETTO, veronese, è editorialista del «Giornale», dov’è stato vicedirettore vicario di Vittorio Feltri, e collaboratore di «Panorama» e «Monsieur». In 35 anni di professione giornalistica ha scritto per una quarantina di testate. Ha pubblicato una decina di libri, fra cui, nel 2010, Cuor di veneto e Il Vittorioso. Come autore televisivo ha realizzato Internet café per Rai Educational. Le 500 puntate della rubrica Tipi italiani, uscite sul «Giornale» a partire dal 1999, lo hanno fatto entrare nel Guinness World Records per un singolare primato: la più lunga serie di interviste da un’intera pagina che sia mai apparsa fino a oggi sulla stampa mondiale. Ha vinto i premi Estense e Saint-Vincent. Nel 2011 la giuria dell’Amalfi Coast Media Award gli ha assegnato all’unanimità il premio Biagio Agnes alla carriera con questa motivazione: «È, in assoluto e per riconoscimento generale, il miglior intervistatore italiano mai esistito».

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