E SE CI BOMBARDA GHEDDAFI?
DI CARMELO GAROFALO
Questo il drammatico interrogativo a tutta pagina sul Tempo di Roma, uno dei pochi quotidiani ancora oggi rispettoso del dovere di ogni giornalista di esercitare la professione nel rispetto della verità.
“Costretti alla guerra” intitola qualche altro giornale, mentre la lega di Bossi è l’unico schieramento politico a sottrarsi in Italia, ad un rischioso consenso ad un’operazione militare che, mirando a salvare vite umane, finirà, con le bombe “alleate”, con l’uccisione di altre vite umane, tutte innocenti, tutte vittime delle violenze contro o a favore dei rivoltosi, quest’ultimi in campo con armi e razzi contro il comunque , al tempo legittimo, Governo gheddafiano.
Presi dalla frenesia bellica di Francia, Inghilterra e Stati Uniti, allora, “ costretti alla guerra” mentre, proprio per i rischi derivanti dalla posizione geografica e dagli interessi economici avremmo dovuto prudentemente astenerci come Germania, Russia e la stessa Malta.
Invece no. Ecco, pronti, o meglio “coinvolti” in una avventura che potrebbe essere fatale soprattutto per noi siciliani.
Perché, quindi? Per rispetto al ruolo che l’Italia occupa in un’Europa cosidetta unita o, purtroppo, come pensa l’uomo della strada, perché sull’Italia pesa tutt’ora quella “resa incondizionata” imposta dagli “alleati” di sempre, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, le cui forze armate, per “liberarci” dal Governo di Mussolini, bombardarono le città, uccisero tante vite umane, “marocchinarono” giovani donne e vecchiette ottantenni, violentandole e lanciando il loro segno nefasto per tutta una vita o uccidendole?