ELEZIONI PRESIDENZIALI RUSSE: UN RISULTATO VECCHIO PER UN PAESE NUOVO
DI LIVIA SATULLO
Un risultato vecchio per un paese nuovo, titola un giornale russo indipendente.
Ed in effetti il risultato delle elezioni presidenziali a Mosca era più che prevedibile. Putin vince al primo turno aggiudicandosi, secondo i dati della Commissione elettorale centrale, il 63.6°%. Secondo il comunista Zyuganov che conquista un dignitoso 17.18%. La novità, sostengono altri commentatori, è Prokorov, il multimilionario, candidato indipendente, che si piazza terzo col 7.98%, seguito dall’ultra nazionalista Zhirinovsky col 6.22% ed infine il liberale Mironov con il 3.86%.
La speranza di un secondo turno, che avrebbe costituito una svolta importante nella politica russa, scompare già alle prime ore. Al comparire, forse, dei primi caroselli di elettorali che sbarcano a Mosca su dei pullmini pronti a votare decine di volte. Ma a Mosca non scherza nemmeno l’opposizione popolare, questo movimento nato dai cittadini “per elezioni libere e giuste”. Sono seicentomila in tutta la Russia, e parecchie migliaia a Mosca, e persone che hanno fatto da osservatori durante queste elezioni, controllando la regolarità delle elezioni, armati di carta, penna e un compendio di leggi.
Forse illusi, dato che i brogli, come sempre non sono mancati. Apparentemente soddisfatto l’OSCE coi suoi 700 osservatori nazionali. Un po’ meno l’associazione indipendente Golos che ha quantificato il numero di brogli ad un livello tale da avere alterato il risultato in favore di Putin di ben 14 punti percentuali. Come a dire che se non ci fossero stati si sarebbe arrivati al secondo turno. Stime non verificabili ma che di certo trovano conferma in quello che la gente dice ai seggi.
“Ieri i membri della Commissione hanno fatto molte pressioni, dicendomi di non fare video o foto e di rimanere seduta al mio posto”, ci dice, Ania, osservatrice al seggio n.180 di Mosca. Ma non è tutto, Ania, come tanti altri, parla piuttosto chiaramente: “sono venute moltissime persone non registrate negli elenchi ma che risultavano avere la residenza in questa circoscrizione. La commissione li ha aggiunti all’elenco facendoli votare. Altri hanno cambiato il seggio dove avrebbero dovuto votare ma le loro schede sono scomparse”. Per il resto, “tutto normale”: talvolta qualche voto di coppia, altre volte qualcuno, annoiato dall’attesa che vota in piedi nei grandi stanzoni dove gli elettori si ammassano con le schede in mano.
Risultato scontato e grandi festeggiamenti pro Putin già la sera della domenica. Lunedì però, insieme alla manifestazione dei Nashi, i giovani putiniani, arriva un bel segnale dall’opposizione. In migliaia si sono riuniti alle 19 in Piazza Pushkin dove oltre ad alcuni membri dell’opposizione non governativa ha parlato anche il candidato indipendente Prokorov. Una dimostrazione di presenza e di azione che fa sperare nel fatto che questa opposizione non muoia in questi sei anni di nuovo governo di Putin. Il dispiegamento di forze è stato enorme, 250 gli arresti calcola la Reuters, eppure l’atmosfera che si respirava lunedì a Piazza Pushkin era magica: forse qualcosa sta cambiando.