GOVERNO MONTI: CHI BEN COMINCIA… MA SE I PARTITI LO FRENANO?...

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DELL'AVVOCATO FRANCO PUSTORINO

 

Il Governo Monti aveva iniziato il suo camino indubbiamente accidentato, con un programma improntato a rigidità e a rigore.

Insomma lastricato di buone intenzioni.

Aveva annunziato rigore, equità e crescita; un trinomio alettante.

Via via però ha cominciato a perdere pezzi.

Oggi, strattonato dai partiti, dai poteri forti e dai sindacati è riuscito a produrre un aumento delle tasse nella misura dell’81,7% e una riduzione della spesa pari al 18,8% che è ben poca cosa.

Intanto una cosa è tagliare le spese e altra cosa è eliminare i privilegi e gli sprechi.

La ragione per quale occorrevano altri tre tecnici però Monti non l’ha spiegata.

Un ulteriore elemento di confusione sta nel confondere i tagli alle spese con l’eliminazione degli sprechi.

Intanto sono previsti tagli proprio in quei settori che, invece, avrebbero bisogno non di tagli ma di maggiori risorse.

Al Ministero per gli interni, dove mancano i soldi anche per l’acquisto della benzina necessaria  alle auto di servizio.

Al Ministero della Giustizia dove mancano Magistrati, Cancellieri, mezzi di comunicazione e Guardie penitenziarie.

Al Ministero dell’Istruzione  dove, come ha affermato un recente servizio televisivo, gli solari delle elementari sono costretti a portarsi la carta igienica da casa.

E dove si taglia sulla ricerca e sulla cultura, che sono due pilastri fondamentali di qualsiasi società civile, non si fa una buon politica.

E ora veniamo agli sprechi.

Per ricordarli tutti occorrerebbe non un articolo ma un libro.

Gli italiani, in pochi giorni, ne hanno denunziato più di 100.000, a ciò inviatati dal Governo Monti.

Intanto segnaliamo i più eclatanti previsti tagli.

In tempi in cui i telegiornali mostrano cittadini che vanno a l mercato a fare la spesa a l’ora di chiusura per risparmiare acquistando gli scarti o che vivono, si fa per dire, con pensioni di 500 euro al mese, il Senato, l’8 marzo scorso ha deliberato l’avvio di una gara per l’affidamento in appalto “per un periodo di 2 anni, (rinnovabile per altri 2 anni) della fornitura di agende da tavolo e agende tascabili  in pelle e relativa incisione per i Senatori della Repubblica.

L’avviso di gara è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Il costo per 5200 agende da tavolo è 16800 agende tascabili da distribuire ogni anno, per 2 anni ai 315 Senatori in ragione di tre da tavolo e 7 tascabili  per un costo complessivo di 1 milione di euro.

Ma questa spesa, in tempi di magra, era proprio necessaria?

Ancora! Gli Enti pubblici possiedono 60000 auto blu.

Si era deciso di ridurle ed invece è stata bandita una gara per l’acquisto di 400 nuove auto blu per un costo di 10 milioni di euro.

Quando la notizia si è diffusa e i mass media sono insorti, Il Ministro dell’Economia con un spregiudicatezza allucinante, ha precisato che indire una gara non vuol dire acquistare.

Forse sarà un nuovo passatempo?

Ancor altri sprechi. I parlamentari sono stati dotati di una tessera gratuita per l’accesso ai centri benessere.

I familiari dei nostri beneamati politici  godono di visite specialistiche, cure mediche, interventi di chirurgia estetica, cure balneo termali ed elioterapiche, tutto gratuitamente, tutto a spese dello Stato.

Ancora sprechi: abbiamo un numero enorme di parlamentari che percepisce alti stipendi e privilegi, superiori a quelli di tutti gli atri Paesi europei nei quali “il mestiere” di politico contrariamente a quanto avviene in Italia non può superare 2 legislature.

Abbiamo pensioni d’oro esagerate, alle quali bisognerebbe mettere un tetto massimo di 5000 euro mensili.

E infine, dulcis in fundo, abbiamo i cosi detti rimborsi per pretese spese elettorali che sono una vera vergogna nazionale.

L’Italia ha il triste record degli esosi cosi detti rimborsi elettorali che poi vanno a finire o nell’acquista di ville e brillanti o in mille rivoli.

In Inghilterra la spesa annuale è di 12 milioni, in Spagna di 82 milioni, in Francia di 80 milioni, in Germania di 0,85 euro per ogni iscritto nelle liste elettorali con un tetto massimo di 33 milioni di euro.

In America l’elezione di Obama è costata solo 100 milioni di euro.

Nell’Italia degli sprechi i rimborsi elettorali per le elezioni del 2010 sono stati di 289 milioni di euro.

E Bossi ha avuto il coraggio di dire, senza però dimostrarlo, che i soldi della Lega sono soldi degli iscritti e che, quindi, lui può anche gettarli dalla finestra.

Che dire? Non ci sono parole.

I signori della politica si ricordino che l’Italia non è una loro proprietà e che la gente onesta – e ce n’è tanta nel nostro Paese -  è arrivata alo stremo e non ce la fa più ad andare avanti mentre Bossi getta i loro soldi dalla finestra.

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 36 suicidi per debiti.

36 morti che pesano come macigni e 3000 fallimenti.

In Grecia sono già arrivati a quota 1730.

Una volta in Inghilterra, c’era la prigione per debiti: adesso per debiti c’è il suicidio.

 

 

 

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