GOVERNO MONTI, UNA VARIANTE DELLA “RICETTA” PROPOSTA ANNI FA DAL NOSTRO GIORNALE PER IL RISANAMENTO ETICO ED ECONOMICO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

La ricetta Monti il nostro giornale, anche se modesto, povero, e , quindi, vergine da oscuri interessi, l’aveva ipotizzata già da tempo, come è possibile riscontrare spulciando la collezione de L’Eco del Sud di questi ultimi anni.

Perché eravamo convinti che soltanto con una ricetta tipo Monti si potranno sanare le orribili piaghe che fanno soffrire l’Italia che è gravemente lesa da tempo dal degrado di una politica che per ingraziarsi – e per ingrassarsene -  dei voti popolari, hanno sperperato con scellerata irresponsabilità fino ad esser oppressi da un debito pubblico che nessun Governo, al vertice Berlusconi o Bersani o Fini o Casini o Di Pietro, avrebbe mai potuto ripianare senza quella coesione nazionale reiteratamente invocata da Napolitano, con magistrali ammonimenti immoralmente disattesi: sicchè la conclusione non poteva che essere la ricetta Monti, che è una variante meditata della nostra ricetta.

La nostra ricetta, per salvare l’Italia dal degrado etico ed economico nel quale era stata buttata da politici irresponsabili e da governanti inadeguati, era semplice. I “pochi” che ci leggono la ricorderanno. Per gli idioti supercritici la nostra collezione è a disposizione.

Proponevamo un periodo di tregua di risanamento, con un Governo composto da una sessantina tra Ministri, Viceministri e Sottosegretari, di personalità, seppure designati dai partiti ma che non abbiano fatto politica attiva per potere restituire agli italiani l’Italia rinnovata moralmente, risanata economicamente e riappacificata civilmente.

Ed adesso sembra aleggiare un clima di pacifica attesa che potrebbe essere la promessa ad un impegno nazionale comune, mirato a restituire dignità alla politica fin troppo intorbidita da odiose aggressioni, da scellerati privilegi, da squattrinati avventurieri autoattribuitisi ritenendosi non servitori dello Stato ma scellerati dittatorelli  ammantati di falsa democrazia.

Oggi è come se la classe politica sia stata bocciata dai “maestri” europei e rimandata a settembre.

Per prepararla agli esami di riparazione il Rettore Monti ha messo in cattedra illustri docenti universitari ed insigni economisti.

I tempi sono ristretti e presto agli esami elettorali saranno promossi soltanto i migliori, quanti, purtroppo, pur essendo tra i migliori, venivano a subire l’incapacità e la furbizia dei peggiori, e quanti, tra i peggiori, i tanti, che avranno imparato la lezione, e così si potrà avere una nuova classe politica più rispettosa del bene comune, dei doveri istituzionali, aperta al dialogo, responsabilmente compresa dei compiti spettanti a chi è chiamato a governare nel rispetto della volontà del popolo sovrano del quale i politici sono i servitori, per quanto nobili e saggi, e non spregiudicati padroni.

Gli asini torneranno ai loro stalli originali e si ritireranno in preghiera per ringraziare gli dei che, pur essendo responsabili di bancarotta fraudolenta della politica italiana non verranno processati e tantomeno ristretti nelle patrie galere come finiscono  i manager di aziende dissestate delle cui bancarotte sono ritenuti responsabili.

A meno che il giustiziere di sempre, il Masaniello di oggi, il Di Pietro dell’Italia dei Valori non si renda promotore di un referendum per arrivare al processo ed alla condanna dei politici che negli ultimi 40 anni risultano essere i responsabili dell’italica bancarotta.

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