IL “LARGO AI GIOVANI” SIA UN IMPERATIVO NON LO SPECCHIETTO “POLITICO” DELL’ALLODOLA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Dalla “primavera” araba “all’inverno” d’Occidente

 

DI CARMELO GAROFALO

 

Se i politici che governano il mondo sono stati capaci, in settant’anni di conclamata “democrazia”, di ridurre il mondo così com’è oggi, è da rabbrividire.

Soprattutto per chi, come chi scrive, ha avuto il dono di vivere tre “primavere” la liberale, che s’è dissolta al vento della prima guerra mondiale, la fascista, travolta dalla seconda guerra mondiale, la “democratica” polverizzata da scandali, malaffare, gossip e pettegolezzi, odio sociale, crisi economiche interne, europee e mondiali.

Sicchè dalla “primavera” siamo precipitati nell’inverno più cupo, con bombe di pioggia, temporali, uragani, alluvioni e morti: la “primavera” araba che s’è trasformata in “inferno arabo, in Libia, in Siria, nello Yemen, in Egitto, là dove con lo specchietto dell’allodola della “primavera” si precipitano gli Stati ed i popoli nell’inverno più cupo, l’inverno che, non si dia colpa al “proto” per il refuso, è ormai dappertutto “inferno”.

I giovani, per molti anni, imbavagliati da illusorie mete da raggiungere con false promesse di politici straordinariamente abili nella strategia della pubblicità ingannevole mirata ed acquisire voti per “impadronirsi” del governo della cosa pubblica, gestita con straordinaria disinvoltura a fini partitici e personali, i giovani, dicevamo, se ne sono stati buoni, soddisfatti dalla “paghetta” settimanale, delle illusorie promesse, del miraggi degli stipendi favolosi di calciatori e di veline, di movide e di rincorse alle vincite dei numerosi giuochi televisivi e pubblici, dal lotto all’enalotto, al totocalcio, al totip,ai gratta e vinci sfornati in tutte le salse.

Ma adesso che tutto s’è mostrato “falso e bugiardo”,  che i genitori son costretti a ridurre le “paghette”, scoprono sempre di più i rischi della droga che  più che eccitare uccide.

Adesso i giovani, “indignati” per essere stati ingannati, cominciano a dar segno di volersi muovere per paura di un futuro oscuro.

È il tempo dei giovani ai quali è affidato il destino degli Stati nei quali vivono.

I giovani debbono ritrovare l’orgoglio di essere protagonisti della vita del loro tempo, come furono gli appartenenti alla Giovine Italia del Risorgimento, alla generazione di chi scrive in un tempo in cui il “largo ai giovani” era un imperativo non uno slogan come oggi.

Per potere cantare a squarciagola “l’Italia s’è desta” e dar vita ad una felice “primavera”, nel segno del lavoro, della produttività, della civica convivenza, del rispetto della legge e delle Istituzioni, della verità e della trasparenza, della solidarietà, dell’ amore, della giustizia.

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