I LIBERALI MESSINESI PER L'OSPEDALE PIEMONTE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Su convocazione del Segretario Provinciale Avv. Antonio Urzì Brancati, si è riunita a Messina, presso la sede di via Risorgimento 88, la Segreteria Provinciale del Partito Liberale Italiano (PLI).

Esaminando la questione relativa all’Ospedale Piemonte, senza analizzare l’accertamento delle responsabilità connesse alla mancata e/o cattiva ristrutturazione dell’Ospedale stesso ed al mancato adeguamento alle norme antisismiche su cui dovranno indagare le autorità competenti, l’intera vicenda fa nascere i seguenti interrogativi:

-         sono stati mai concessi, nel corso degli anni, finanziamenti regionali per la ristrutturazione del nosocomio e per quali importi?

-         Sono stati mai concessi negli ultimi dieci anni finanziamenti regionali per l’adeguamento alle norme antisismiche (così come avvenuto per le altre Aziende Sanitarie Siciliane) e per quali importi?

-         Se tali finanziamenti sono stati concessi e non sono stati utilizzati, quali sono i motivi e che fine hanno fatto?

-         È vero che ultimamente sono stati concessi altri finanziamenti o sono sempre quelli a suo tempo concessi e non utilizzati?

In attesa di ricevere risposta dagli organi competenti è d’obbligo svolgere alcune considerazioni sull’opportunità del mantenimento della struttura nel centro della città.

Ai fini di una razionale assistenza sanitaria, lo spostamento della struttura ospedaliera fuori dal centro abitato appare priva di fondamento.

Non va dimenticato che l’Ospedale Piemonte è l’unico rimasto in città dopo lo smantellamento dell’Ospedale Regina Margherita, per cui il mantenimento degli attuali 121 posti letto appare indispensabile specie in quelle aree specialistiche atte a qualificare la struttura come contro sanitario per l’ emergenza. Il potenziamento dell’ospedale Piemonte, infatti,  darebbe un giusto equilibrio alla organizzazione sanitaria  urbanistica che vede nella zona nord  L’ospedale Papardo, al centro appunto l’ospedale Piemonte e nella zona sud  il Policlinico.

 

Particolare attenzione merita poi la dislocazione dei Reparti e la utilizzazione del personale conseguente all’accorpamento con l’Ospedale Papardo. Tale accorpamento rischia di non garantire il normale funzionamento dei reparti stessi.

A prescindere infine dai motivi sentimentali, che possono riguardare soprattutto i non più giovani, nei suoi cento anni di vita  l’ospedale  Piemonte ha servito bene la città, prima come polo Universitario e poi (dopo la nascita del Policlinico Gaetano Martino), come ospedale civile.

 

 

                                                                                 

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