I POLITICI ITALIANI "MAESTRI" DI UNA NUOVA STORIA DEL LINGUAGGIO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMLEO GAROFALO

 

Il confusionismo che avvolge nebbiosamente la politica italiana minaccia le istituzioni  per quanto accade. E’ il Parlamento, fino a  questo momento a  correre il maggiore rischio di perdita di credibilità per certe affermazioni che sono espressione inequivocabile del vuoto intellettivo  di personaggi che, chiamati, comunque, ad essere protagonisti della vita del Paese, appaiono, di contro, comari che “chiacchierano” nei cortili di casa.

Agli italiani, dal Festival cinematografico di Venezia, è arrivato un sorprendente messaggio. Il regista Michele Placido al quale si rimproverava un film su Vallanzasca, il noto ergastolano pluriomicida, e che  alle critiche che gli erano state rivolte da politici e media, ha risposto duramente: “Perché non si guarda al Parlamento dove c’è di peggio?”.

Dopo Placido è la volta di Angela Napoli, onorevole deputato di Alleanza Nazionale passata al popolo della libertà ed in atto, “Camerata” di Gianfranco Fini, e, quindi, affluita in Futuro Libertà, a tenere cattedra affermando,  pesantemente di non escludere che “senatrici e deputate siano state elette dopo essersi prostituite”.

Un attacco definito da più parti, squallido, offensivo, infamante, suscitando lo sdegno e la reazione violentissima di quanti hanno a cuore  la dignità delle istituzioni. Tanto che lo stesso Fini è stato indotto ad invitare la Napoli a scusarsene perché “ non è consentito ledere la dignità delle parlamentari con accuse generalizzate quanto teoriche, sia per il rispetto dovuto al Parlamento sia per la considerazione che si deve avere per le donne che fanno politica con disinteresse”. Senza tener conto del “popolo viola” con Beppe Grillo che dà alla politica una vestaglia di spettacolo di varietà che diverte, non sempre rispettando  il prestigio istituzionale ed ancora il linguaggio di Di Pietro, il quale, nell’invitare tutte le forze antiberlusconiane a contrapporre ai cinque punti del popolo delle Libertà cinque punti dell’opposizione, esorta Bersani a farsene promotore, smettendo “di leccare il di dietro” a Fini e a Casini.

Gli italiani, che come diceva Mussolini amano le parole ma giudicano dei fatti, finiranno con il giudicare anche dalle parole…

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