IL DIVORZISTA FINI CORTEGGIA ADESSO CASINI...
DI CARMELO GAROFALO
Nel lago di equivoci, di ribaltoni, di acrobatici salti dall’uno all’altro schieramento, i tuoni finiani che da Perugia assordano l’Italia politica, affondano le residue speranze degli italiani di poter vivere in una democrazia pura, consolidata da quanti sono politici puri e non politicanti e politicastri sicchè, se si dovesse arrivare ad un’ennesima tornata elettorale straordinaria, è più facile che a vincerla sia il partito delle astensioni perché, giorno dopo giorno, si accentua la disaffezione degli italiani verso una politica che tradisce se stessa.
Il tradimento conduce quasi sempre al divorzio, e pure Gianfranco Fini, che era apparso come il nume tutore di ideali intramontabili, si è, nel tempo, mostrato maestro di divorzi: da Mussolini, del quale si era innamorato senza aver avuto il bene di conoscerlo, da Almirante che lo adottò in politica per tramandarlo erede di determinati principi, dalla moglie, per accompagnarsi alla Tulliani, fino a divorziare, all’assise di Perugia, da quel Berlusconi che, lo ha “sdoganato” consentendogli di arrivare a ricoprire la terza carica dello Stato.
Confessando, al suo popolo acclamante, che in politica s’è ormai innamorato di Casini, invitandolo a nozze di governo.
Sembra che Casini si sia sentito lusingato dal corteggiamento finiano senza tener conto che, nel tempo, potrebbe in un prossimo avvenire, essere vittima di un ulteriore divorzio da un Fini che già da tempo, sottovoce, e non tanto, è corteggiato da quella sinistra della quale, al tempo di Almirante, s’era proclamato irriducibile avversario.
Sicchè, da un divorzio all’altro, la cattolicissima Italia potrebbe finire con il divorziare definitivamente da questi campioni di trasformismo e di ribaltoni.